Liti e veleni nel Corpo di polizia municipale: addio ai vigili in moto a Napoli

Domenica 3 Marzo 2019 di Paolo Barbuto
Anche se a noi sfugge, dev'esserci sicuramente un percorso puntuale e virtuoso dietro la scelta di cancellare, da un giorno all'altro, la storica unità operativa motociclisti della polizia municipale di Napoli. I documenti ufficiali chiariscono che si tratta di una decisione presa al fine di «addivenire ad un più efficiente utilizzo delle risorse a disposizione e di dar vita ad una struttura organizzativa più snella e funzionale». Quegli stessi documenti chiariscono che il personale verrà spalmato in altre sezioni di Napoli dove c'è bisogno di personale. Questo significa che non ci saranno più vigili in moto? No, chiariamo subito che non è così.
 
Nello stesso momento in cui il comandante dei vigili di Napoli Ciro Esposito ha disciolto l'unità operativa dei motociclisti, ha contestualmente messo in piedi una nuova unità che si chiama Git, gruppo intervento territoriale. Questa nuova articolazione dei vigili è stata affidata al capitano Giuseppe Imperatore, che era al comando proprio dei motociclisti fino a un paio di anni fa quando venne sostituito dal capitano Colimoro al quale, adesso, è stato «disciolto» il gruppo.

Il primo ordine di servizio del comandante del nuovo Git, che esordirà domattina, prevede l'utilizzo di quattro vigili in moto nel turno di mattina e altrettanti nel turno pomeridiano: quindi i vigili motociclisti ci saranno, continueranno ad esistere, faranno semplicemente capo a un nuovo vertice che poi è lo stesso di un paio d'anni fa. Avete ragione, la situazione è complessa ma è esattamente questa.

Nel mondo della polizia municipale la vicenda è stata osservata con stupore. L'evento, spiegano gli agenti, è arrivato come un fulmine a ciel sereno, senza nessuna programmazione. Severo il sindacato Csa: «Senza alcuna comunicazione sono stati distaccati e trasferiti Rsu e dirigenti sindacali e, pertanto, chiediamo la sospensione del provvedimento e un immediato tavolo di confronto sindacale. L'assoluta mancanza di confronto, degna del periodo più buio della storia, nell'imposizione di una movimentazione di personale così ingente, è divenuto ormai un malcostume diffuso».

Sulla questione è severo il consigliere comunale Diego Venanzoni del Pd il quale ha diffuso un criptico messaggio sui social: «Rilevo una strana concomitanza fra notizie giornalistiche degli ultimi tempi e scelte come questa... questi provvedimenti, a mio avviso, non tengono conto alcuno di storia e professionalità del personale addetto. Ci vediamo in commissione trasparenza, la vicenda non è più rinviabile».

Una rimodulazione della struttura organizzativa della polizia municipale di Napoli era annunciata da tempo. Il piano è già pronto da un paio d'anni ed è molto più articolato del semplice scioglimento dei motociclisti. Si tratta di accorpare le 23 differenti unità operative attuali (abbiamo già cancellato i motociclisti) che hanno altrettanti capisezione e vicecapi: insomma, un esercito di generali che, a fronte di una truppa ridotta al lumicino, non ha nessuna regione di esistere.

Ecco perché c'era l'intenzione di ristrutturare il Corpo. La ristrutturazione è iniziata da una unità operativa che, forse, tanto secondaria non è. Chi vuol fare a tutti i costi polemica spiega che un primo scioglimento avrebbe potuto facilmente riguardare l'unità operativa rimozione auto nella quale ci sono 102 addetti che hanno a disposizione un solo carro attrezzi. Quell'unità operativa viene retta, attualmente, dallo stesso capitano al quale è stata assegnata anche la gestione del nuovo nucleo operativo: scelta oculata, almeno in questo caso non c'è una duplicazione di posizioni di comando. © RIPRODUZIONE RISERVATA