Corsa alla Regione Campania, nel centrodestra voglia di primarie

Domenica 10 Marzo 2019 di Carlo Porcaro
Mastella ha fornito l'assist, Carfagna ha realizzato il gol. Il confronto sul regionalismo differenziato organizzato nella sede della Città Metropolitana da Forza Italia Campania è diventata l'occasione per sferzare il partito nel rapporto subalterno a cominciare proprio dalla riforma sulle autonomie nei confronti della Lega.
 
«Il governo ci umilia ogni giorno ha sbottato il sindaco di Benevento e gli amici dei nostri nemici dovremmo considerarli nostri nemici. La Lega vuole il parricidio di Berlusconi e noi? Alimentiamo lo scontro tra Nord e Sud, perché solo con una contrapposizione geografica possiamo contare qualcosa». Se i tanti intervenuti, a partire dal capo dell'opposizione regionale Stefano Caldoro che tiene una porta aperta con i salviniani, hanno usato toni morbidi nei confronti dell'alleato storico, ci ha pensato in conclusione Mara Carfagna nell'ottica ambiziosa di conquistare una leadership nazionale anti Salvini ad attaccare frontalmente il vicepremier. «Non torna col centrodestra? Voglio rassicurarlo: sono io che non torno con chi spacca e sfascia l'Italia. Questo governo di incompetenti sta facendo danni enormi, prima va a casa e meglio è. Non dobbiamo aver paura di portare avanti le nostre battaglie per il rischio di perdere il seggio». Parole forti che hanno animato la sala composta di dirigenti, parlamentari ed europarlamentari pronti alla nuova battaglia delle Europee col timore che la Lega anche in Campania possa ottenere più consensi dei berlusconiani. Il che aprirebbe a nuovi scenari in vista delle Regionali dell'anno prossimo. Se è vero che l'Abruzzo è toccato a Fratelli d'Italia, la Sardegna alla Lega e la Basilicata a FI, è tutto da valutare se almeno una candidatura a governatore di Puglia e Campania non spetti a Salvini. Sempre Mastella a margine ha lanciato l'ipotesi delle primarie di coalizione in Campania. «Se si fanno, sono pronto a candidarmi». Non le respinge a priori Caldoro: «Presentano tanti limiti, ma a Foggia e Bari sono state un buon esperimento». L'ex assessore Severino Nappi ha, infine, lanciato la sua campagna di comunicazione «Campania, il nostro posto» con un video girato non a caso a Salerno, patria del governatore Vincenzo De Luca.

L'ex governatore ha ricordato come non ho mai permesso a Veneto e Lombardia di scappare avanti nelle riforme sui poteri: minacciammo di uscire dalla conferenza Stato-Regioni quando ci provarono. «In tutto il Mezzogiorno - ha aggiunto il coordinatore campano Domenico De Siano - siamo pronti ad impedire il palese tentativo di alcune Regioni del Nord di trasformare il tema dell'autonomia da opportunità a opportunismo». Un'altra ex presidente, Renata Polverini, ha sottolineato come non ci stata una «deriva da parte del Nord solo perché ci siamo attivati in Parlamento». La partita del regionalismo differenziato «é quella di un Sud svenduto dal Movimento 5 Stelle per un piatto di lenticchie, come il reddito di cittadinanza, alla Lega che così otterrà la secessione dei ricchi del Nord», ha dichiarato Paolo Russo mentre il pugliese Francesco Sisto ha usato il termine «colonialismo per scissione. Ha indicato i paletti la Carfagna: perequazione, zero risorse in più a chi ottiene più poteri, no alle Regioni che diventano ambasciate estere. «Mi aspetto soprattutto dai colleghi campani della Lega che si levi qualche voce contraria», l'appello finale. © RIPRODUZIONE RISERVATA