Tumori, l'ira di De Luca: Pascale fuori da una ricerca

Venerdì 15 Marzo 2019
«In relazione al decreto del ministero della salute dell'11 marzo che finanzia con cinque milioni di euro gli istituti di ricerca italiani per lo sviluppo dell'immunoterapia sperimentale delle Car-T (la nuova frontiera dell'immunoterapia dei tumori), apprendiamo con stupore l'esclusione di uno dei principali e più importanti istituzioni scientifiche come il Pascale». A segnalare il caso è il governatore Vincenzo De Luca, che ricopre anche l'incarico di commissario alla sanità, e aggiunge: «Ci auguriamo che la decisione sia frutto di una disattenzione. Facciamo appello dunque al ministero perché l'istituto sia ricompreso nella ripartizione dei fondi. Riconfermiamo l'impegno della Regione per la ricerca, e in particolare quella oncologica, che vede il Pascale tra le istituzioni scientifiche d'eccellenza in Italia e nel mondo». Nella struttura partenopea proprio ieri sono stati presentati i nuovi percorsi preventivi della rete oncologica campana sui tumori ereditari familiari, da poco approvati a Palazzo Santa Lucia.
 
Ma un tipo di immunoterapia emergente negli ultimi anni è senza dubbio la Car-T, che separa le cellule T di un paziente e le ingegnerizza con l'obiettivo di produrre recettori speciali, in grado di permettere alle nuove cellule di riconoscere e attaccare quelle tumorali. Quando le cellule Car-T vengono reinfuse si moltiplicano, infatti, riconoscendo e uccidendo le cellule cancerose. A volte questo sistema, però, non funziona al meglio.

Di qui gli investimenti previsti in Italia che si aggiungono agli studi portati avanti da altri team in tutto il mondo. Tra gli ultimi risultati, ad esempio, un gruppo di ricercatori cinesi ha identificato un fattore di trascrizione che influenza le cellule T, fornendo così un nuovo potenziale bersaglio per l'immunoterapia anti-cancro. Restare ai margini delle nuove frontiere può avere, insomma, un impatto notevole, con ricadute sull'assistenza sanitaria. © RIPRODUZIONE RISERVATA