Napoli Teatro Festival Italia, chiusura con la prima di Putéca Celidònia

Giovedì 30 Luglio 2020
Si chiude con lo spettacolo di una compagnia napoletana ma dal talento riconosciuto su scala nazionale, domani venerdì 31 luglio la tredicesima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, diretta per il quarto anno consecutivo da Ruggero Cappuccio, realizzata con il forte sostegno della Regione Campania e organizzata dalla Fondazione Campania dei Festival, presieduta da Alessandro Barbano.

Ospite alle 22.30 nel Giardino Romantico di Palazzo Reale, Putéca Celidònia, giovane compagnia nata dall’incontro tra sei ex allievi della scuola del Teatro Stabile di Napoli che ha dato vita nel 2018 a un progetto socio-culturale nel cuore del Rione Sanità, all’interno di spazi confiscati alla camorra, con l’obiettivo di togliere i ragazzi del quartiere dalla strada e avvicinarli al teatro. In scena Dall’altra parte. 2+2=?, scritto e diretto da Emanuele D’Errico, anche interprete accanto a Dario Rea e Francesco Roccasecca, spettacolo vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro 2019. Uno studio della neuroscienziata Marian Diamond, docente presso la University of California, afferma che più della metà dei neuroni viene perso durante lo sviluppo prenatale. Il processo, ininterrotto nel corso della vita, farebbe guardare all’atto del concepimento come al culmine della genialità. E così tre gemelli eterozigoti nel grembo materno cercano di contrastare questo processo inevitabile, in attesa della nascita.
 
Alle 21, nel Cortile della Reggia di Capodimonte (ingresso da Porta Piccola), replica Miracoli metropolitani della compagnia Carrozzeria Orfeo. Scritto da Gabriele Di Luca, che firma la regia insieme a Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi, lo spettacolo interpretato da Ambra Chiarello, Federico Gatti, Pier Luigi Pasino, Daniela Piperno, Beatrice Schiros, Massimiliano Setti, Federico Vanni, è ambientato in un mondo dove l’esasperazione per il cibo diventa sempre più forte.
 
Sempre alle 21 Mariangela D’Abbraccio sale sul palco in Bruce Springsteen: come un killer sotto il sole, nella Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte (ingresso da Porta Miano). Diretta da Francesco Tavassi, con la drammaturgia di Leonardo Colombati, autore del libro che raccoglie i testi della rockstar americana dal 1972 al 2017 (pubblicato da Mondadori), Mariangela D’Abbraccio dà corpo, anima e voce alla poetica sociale ed esistenziale di Bruce Springsteen.
 
Al Cortile delle Carrozze, alle 21, replica Di Grazia, lavoro della compagnia francese A short term effect di Alexandre Roccoli, che intraprende un viaggio, insieme alla performer e cantante Roberta Lidia De Stefano, nell’interiorità del corpo riallacciandosi ad alcune figure archetipiche femminili e icone del cinema come Sofia Loren e Anna Magnani. Il progetto, esito di un processo di creazione intorno all’identità femminile, interseca anche un dibattito sulla questione di genere dal punto di vista sociale e politico indagando le tradizioni culturali del territorio. Oltre alla plasticità vocale di Roberta Lidia De Stefano, il lavoro di Séverine Rième e Benoist Bouvot, musicista-compositore: una grande quantità di brani musicali tratti dal repertorio della tradizione musicale popolare rimandano alle sonorità di strumenti folkloristici delle regioni del Sud Italia. L’immaginario s’ispira ai culti del paesaggio napoletano e non solo, dell’Italia del Sud e del bacino del Mediterraneo, come nella proiezione del film che prende il nome della Madonna dei Femminielli di Montevergine, Mama Schiavona, ritratto dei Femminielli di ieri, di oggi e di domani.
 
Replica alle 21 alla Rotonda Diaz anche Pescatori, il dramma popolare di Raffaele Viviani che vede al centro l'onore oltraggiato di una donna da vendicare. Lo spettacolo è scritto e diretto da Laura Angiulli, e interpretato da Aniello Arena, Gennaro Basile, Alessandra D’Elia, Pietro Pignatelli, Maria Russo e Federica Aiello, Agostino Chiummariello, Caterina Pontrandolfo, Fabiana Spinosa, Daniele Vicorito, Francesco Viglietti, Franco Pica. Le musiche di Raffaele Viviani sono arrangiate da Daniele Sepe e Piero De Asmundis. 
 
  © RIPRODUZIONE RISERVATA