Napoli, Marmorale: «Io non più assessore per beghe politiche»

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Valerio Esca
Un rimpasto al veleno quello che si è consumato martedì. Dopo il grande escluso, Nino Daniele, a parlare è Laura Marmorale, entrata in giunta un anno fa come assessore ai Diritti di cittadinanza ed alla Coesione sociale, con deleghe a Immigrazione e Politiche di integrazione sociale dei migranti; Nuove cittadinanze; Politiche di lotta alle povertà ed all’esclusione sociale; Cooperazione decentrata. Marmorale fu chiamata dal primo cittadino per un’esigenza politica ben precisa: spacchettare il Welfare (in quel momento tutto nelle mani di Roberta Gaeta, anche lei uscita di scena nell’ultimo rimpasto), per contrastare la deriva anti-immigrati del governo nazionale. Un tema molto caro a de Magistris. Cosa è cambiato dopo un anno? «Dovete chiederlo al sindaco» ribatte Marmorale. 

L’AMAREZZA 
«Sono molto dispiaciuta - racconta Marmorale - perché quando ho incontrato de Magistris, che comunque ringrazio per l’opportunità che mi ha dato, mi ha assicurato che la mia esclusione dalla squadra di governo non è frutto di una bocciatura, ma di un’esigenza politica. Il sindaco ha fatto delle valutazioni rispetto alla conclusione del suo mandato e probabilmente anche in vista delle prossime Comunali che evidentemente non hanno compreso me». Al fianco della Marmorale, che viene dal terzo settore, è un’operatrice sociale, si sono schierati in questi giorni comitati civici, cooperative sociali e diverse associazioni umanitarie, impegnate a difesa dei migranti, che hanno fatto quadrato intorno alla sua figura, sottoscrivendo un appello recapitato poi a de Magistris. Un appello che a poco è servito, se non a creare una spaccatura tra il primo cittadino e tutto quel mondo che gravita intorno al welfare. 

L’AFFONDO 
L’ex pm ha ribadito più volte durante la conferenza stampa di presentazione dei nuovi assessori di aver voluto «dare nella sua squadra più spazio a donne e giovani». Tranchant il commento della Marmorale: «Devo prendere atto che sono vecchia e soprattutto rischio di avere una crisi di identità». Ha poi ripercorso alcune fasi della sua esperienza, come quando a gennaio scorso, grazie ai suoi contatti, permise di creare quel corridoio umanitario per accogliere i migranti della Sea Watch a Napoli. «Sono stata ore e ore al telefono in quei giorni e grazie alle mie relazioni riuscii a creare quella rete di emergenza e accoglienza con la quale offrimmo 89 posti letto, a fronte dei 70 che ci erano stati richiesti. Relazioni che ho messo nelle mani del sindaco, ma che rivendico». Non è mistero il rapporto conflittuale in questo anno di mandato tra la Marmorale e la Gaeta. «Sicuramente abbiamo avuto visioni diverse su molte scelte da prendere - ribadisce Marmorale - ma ci può anche stare. Veniamo da due mondi diversi. Non sono certo andata via perché sono attaccabrighe e litigiosa, non è così». Allo stesso modo respinge la lettura che la vuole in contrapposizione con Eleonora de Majo, appena entrata in giunta al posto di Nino Daniele, con la delega a Cultura e Turismo: «Io vengo dal mondo di Insurgencia, è vero, ma non vado ad una riunione da nove anni. Quindi anche qui si è fatto soltanto gossip. Tra me ed Eleonora nessuna frizione».

LA CRITICA 
La Marmorale non risparmia qualche stoccata al capo di gabinetto e direttore generale Attilio Auricchio: «È stato complesso lavorare con un servizio Welfare spacchettato, con poco personale e su temi che sembra sempre siano la cenerentola dell’amministrazione. Ed era compito suo mettere in grado noi di poter operare al meglio». Nessuno sconto anche a Simonetta Marino, che è stata per tre anni delegata dal sindaco alle Pari opportunità. Delega finita ora all’ex grillina Francesca Menna: «Ho saputo di non avere più la delega lunedì sera da Menna. Il sindaco l’ho incontrato stamattina (ieri per chi legge, ndr) e mi ha chiesto di continuare a dare una mano da esterna. Ho declinato, per me questa esperienza finisce qui». Intanto ieri de Magistris ha ribattuto allo scrittore Maurizio De Giovanni: «Con De Giovanni e Nino Daniele c’è stima, affetto e amicizia, che deve rimanere, lui può criticarmi ma non può mettere in discussione il mio amore per Napoli. Non consento a nessuno né a mia moglie, né a mio figlio di mettere in discussione il mio amore per Napoli, figuriamoci a Maurizio».
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