Tartarughe marine e delfini, la salvezza delle reti con le luci a led

Lunedì 9 Dicembre 2019 di Mariagiovanna Capone
Il futuro della fauna marina è nelle luci a led. A dimostrarlo una ricerca basata su 864 battute di pesca su navi di piccole dimensioni in partenza da tre porti peruviani tra il 2015 e il 2018, pubblicata in questi giorni sulla collana Biological Conservation della prestigiosa rivista Science direct. «An illuminating idea to reduce bycatch in the Peruvian small-scale gillnet fishery» ha visto collaborare studiosi del Centro di Ecologia e Conservazione dell'Università di Exeter nel Regno Unito, del ProDelphinus e della Facoltà di Biologia marina di Lima in Perù, e del National Marine Fisheries Service di Honolulu alle Hawaii. Il tema è assicurare la salvaguardia di specie a rischio, tartarughe e cetacei di piccole dimensioni in primis e poi uccelli marini, che a decine di migliaia ogni anno finiscono nelle reti dei pescatori. Dall'altra garantire l'economia connessa alla pesca. Dopo tre anni di ricerca, gli studiosi hanno verificato che grazie al posizionamento di led sulle reti, la probabilità di catture accessorie si è ridotta fino al 74,4 per cento per le tartarughe marine, al 70,8 per cento per i piccoli cetacei e dell'84 per cento per gli uccelli marini, rispetto alle reti non illuminate. Il tutto senza influire sulla pesca. Secondo la comunità scientifica, questo studio è in grado di dimostrare che si possono preservare specie a rischio ed evitarne l'estinzione in futuro.

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L'aggiunta di luci a led alle reti da pesca commerciali può ridurre il numero di specie minacciate di estinzione, tra cui tartarughe marine e delfini, che finora venivano catturate con esiti mortali. Il team di scienziati britannici, peruviani e hawaiani ha scoperto che l'aggiunta di una serie di luci a Led fluttuanti alle reti da pesca è in grado di allontanare molte specie a rischio di estinzione poiché la loro presenza sarebbe interpretata come un segnale di allarme (siamo di fronte a specie intelligenti), al punto da registrare una media sul numero catturato di oltre il 70 per cento. I ricercatori dell'Università di Exeter e dell'ong peruviana ProDelphinus credono di aver trovato così una soluzione semplice (ed economica) per porre fine alle migliaia di animali catturati involontariamente dalla pesca commerciale note come «catture accessorie». Lo studio si è basato posizionato le luci ogni 10 metri al posto dei galleggianti su 864 reti, accoppiando ciascuna rete con una non illuminata per confrontare i risultati, su navi di piccola dimensione in partenza da tre porti peruviani tra il 2015 e il 2018. Mentre gli animali marini intelligenti sono stati in grado di individuare la rete, le luci non hanno modificato la quantità di catture commerciali, il che significa che il metodo non creerà nessun danno economico ai pescatori, che in questo modo saranno motivati ad usarlo.

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«La impressionante riduzione di catture accessorie di tartarughe marine e cetacei nelle reti illuminate mostra come questa tecnica semplice ed economica possa aiutare queste specie e consentire ai pescatori di pescare in modo più sostenibile. Dato il successo che abbiamo ottenuto, speriamo che anche altre attività di pesca provino a illuminare le loro reti da pesca» precisa nel lavoro Jeffrey Mangel dell'Università di Exeter. «La pesca con la rete - ha aggiunto - è un grosso problema per le tartarughe marine, i mammiferi marini e gli uccelli marini. Decine di migliaia di questi animali muoiono in seguito a una cattura accidentale ed è uno dei problemi principali che queste specie affrontano a livello globale». I risultati potrebbero aiutare molte specie che sono a rischio di estinzione, perché ai pescatori conviene introdurre questa pratica. Questo perché quando delfini e tartarughe rimangono bloccati nelle reti spesso le strappano e danneggiano e dovranno essere riacquistate, ma aggiungendo i led questo non accadrebbe. © RIPRODUZIONE RISERVATA