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GIORGIA MELONI

Reddito di cittadinanza, Meloni vuole lo stop: «Quei soldi usiamoli per dare più lavoro»

La leader boccia la misura: «Solo noi non l’abbiamo votata». Nel 2022 l’importo medio del sussidio salito a 582 euro

Giovedì 18 Agosto 2022 di Andrea Bassi e Francesco Bisozzi
Reddito di cittadinanza, Meloni vuole lo stop: «Quei soldi usiamoli per dare più lavoro»

Il reddito di cittadinanza ha fallito. Di più. «È stato un fallimento totale». E a caro prezzo, nove miliardi l’anno. «Un costo esorbitante per lo Stato». Giorgia Meloni dalla tribuna dei social piccona la misura bandiera del primo governo Conte, quello sostenuto dalla maggioranza giallo-verde. E la picconata colpisce di striscio anche gli alleati della coalizione di centrodestra. «Fratelli d’Italia», dice Meloni, «è stata l’unica forza politica di tutto il Parlamento, nella legislatura appena conclusa, che non ha mai votato a favore del reddito di cittadinanza». Come dire, la Lega e Forza Italia sono in qualche misura “corresponsabili” del fallimento della misura. Sul tavolo la leader di Fratelli d’Italia, mette dunque una profonda revisione dello strumento. O forse sarebbe meglio dire un suo azzeramento e la creazione di una nuova misura anti-povertà da far rinascere dalle ceneri del Reddito. «Noi crediamo», ha spiegato Meloni, «che uno Stato giusto non debba mettere sullo stesso piano chi può lavorare e chi non può farlo. Uno strumento di tutela serve», ha aggiunto ancora, «per chi non è in condizione di lavorare: over 60, disabili, famiglie senza reddito che hanno dei minori a carico. Ma per gli altri», secondo la leader di Fratelli d’Italia, «quello che serve è la formazione e gli strumenti necessari a favorire le assunzioni». 

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Insomma, niente più sussidio a pioggia soltanto con la presentazione dell’Isee. L’aiuto, nel progetto di Fratelli d’Italia, potrà andare soltanto a chi non è in condizioni di poter lavorare. «L’unico modo di combattere ed abolire la povertà», dice Meloni, «è consentire a chi è in una condizione difficile di migliorare quella condizione. Questo», prosegue il ragionamento,«non si fa mantenendo le persone nella stessa realtà nella quale si trovano ma consentendo loro di avere un lavoro, un lavoro dignitoso e ben retribuito, che possa aiutarle a crescere indipendentemente dalla condizione dalla quale provengono». 

L’ANDAMENTO

L’importo del Reddito di cittadinanza intanto, non è mai stato così alto. Nel primo semestre di quest’anno, complice il peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie, ha superato la soglia dei 582 euro. Lo scorso anno l’asticella si era fermata a 577 euro circa, nel 2020 a 566 euro e nel 2019 a 530 euro. Al lordo della pensione di cittadinanza, ha rilevato poi l’Inps, l’importo medio mensile erogato è cresciuto nel tempo del 12 per cento, passando dai 492 euro del 2019 ai 553 euro del 2022.

La Meloni non è comunque l’unica a voler rivedere il Reddito. Anche la Lega parla di una revisione limitando l’erogazione del sussidio soltanto agli «inidonei» al lavoro. Carlo Calenda e Matteo Renzi, non hanno mai fatto mistero di non amare la misura nella sua attuale formulazione. Anzi, il numero uno di Italia Viva ha addirittura promosso un referendum per abrogarla. Anche in questo caso l’intenzione sarebbe quella di sostituirla con un sussidio destinato solo a chi non è in condizione di lavorare, introducendo per gli altri soggetti politiche attive. Il Pd, che non è mai stato contrario alla misura, ne propone comunque una “limatura”. Il riferimento è al lavoro fatto dalla Commissione Saraceno sul tema della povertà. Dunque fondi concentrati più sulle famiglie numerose e una integrazione “pubblica” ai redditi più bassi. A difesa del sussidio a spada tratta, dunque, rimane soltanto il Movimento Cinque Stelle che, invece, parla della necessità di «rafforzarlo». 

Ultimo aggiornamento: 10:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA