Sci, ecco la proposta delle regioni per riaprire in sicurezza gli impianti

Lunedì 23 Novembre 2020 di Rosario Dimito
Sci, ecco la proposta delle regioni per riaprire in sicurezza gli impianti

Cinque regioni del Nord (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia) e le provincie autonome di Trento e Bolzano più la Federazione sport invernali definiscono le linee guida per la riapertura in sicurezza degli impianti sciistici, se lo scenario della curva lo consentirà. E' un pressing destinato ad andare a vuoto perché la soglia dei 50 mila morti superata e la curva epidemiologica che seppur in frenata, rimane alta, non smuove il governo. Per le regioni comunque quale misura preliminare «è necessario limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di skipass giornalieri vendibili», si legge nel documento inviato da Giovanni Toti, per conto della Conferenza delle regioni ai ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia.

 

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Obbligo di mascherina

 

 

Ci sarà obbligo di mascherine e definizione di percorsi che garantiscano un distanziamento sociale di 1 metro che andranno opportunamente segnalati per accedere alle biglietterie e agli impianti di risalita. 
ln relazione alle diverse tipologie di impianti, dovrà essere valutato il numero di persone che ne avranno accesso in funzione dei seguenti criteri:

Nel caso delle seggiovie, portata massima al 100% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità;

 

 

Per le cabinovie, riduzione al 50% della capienza massima del veicolo ed uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità;

Per le funivie, riduzione al 50% della capienza massima del veicolo, sia nella fase di salita che di discesa, con uso obbligatorio di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità. E’ possibile arrotondare di mezzo punto in eccesso la capienza massima dei mezzi.

Per la discesa a valle, in caso di eventi atmosferici eccezionali (es. temporali), ed al fine di evitare o limitare assembramenti di persone presso le stazioni a monte, è consentito per il tempo strettamente necessario l’utilizzo dei veicoli a pieno carico, sempre nel rispetto d’uso di mascherina chirurgica anche eventualmente opportunamente utilizzata inserendola in strumenti (come fascia scalda collo) che ne facilitano l’utilizzabilità.

Qualora ai singoli territori venga a riferirsi uno scenario di rischio prevista dagli articoli 2 e 3 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 novembre 2020 (a seguito delle ordinanze del Ministro della salute di cui ai detti articoli) si dispone quanto segue: per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 3 del DPCM sopra richiamato gli impianti resteranno chiusi alla fruizione degli sciatori amatoriali; per i territori rientranti nello scenario di cui all’articolo 2 del DPCM sopra richiamato gli impianti resteranno attivi con riduzione di portata pari al 50% per le tipologie chiuse (cabinovie, funivie, ...), ferme restando le limitazioni agli spostamenti previste dal medesimo art. 2 del citato DPCM. 

Sono previste modalità per la gestione dei clienti e dipendenti Covid. Se un cliente segnala sintomi simil-influenzali, egli deve indossare immediatamente, se non già indossata, la mascherina chirurgica (o superiore), interrompere immediatamente l’attività e contattare il centro di assistenza medica (presidi del sistema sanitario regionale o provinciale).

Se un lavoratore segnala sintomi simil-influenzali, egli deve indossare immediatamente, se non già indossata, la mascherina chirurgica (o superiore), interrompere immediatamente il lavoro, avvisare il proprio referente, e cercare assistenza medica (medico di base e presidi del sistema sanitario regionale o provinciale).

A causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da COVID-19, prima di essere nuovamente utilizzati devono essere sottoposti a totale pulizia con acqua e detergenti comuni; alla pulizia dovrà seguire una disinfezione.

Per lo smaltimento dei DPI impiegati per le pulizie, del materiale usa e getta impiegato per le pulizie, si procederà nel seguente modo:
Inserire gli oggetti direttamente in sacchi dedicati indossando guanti monouso e chiuderli, non comprimerli e smaltirli come rifiuti solidi urbani seguendo le regole della raccolta differenziata;
Nel caso di rifiuti contaminati COVID-19 inserire il/i sacchi in un ulteriore sacco che andrà anch’esso chiuso bene facendo attenzione a non comprimerli e smaltirli come rifiuto solido urbano INDIFFERENZIATO.

Nella lettera Toti sottolinea: «destano preoccupazione le notizie apparse sugli organi di stampa che hanno riportato l'intenzione del Governo di prevedere nel prossimo DPCM del 4 dicembre 2020 ulteriori e forti restrizioni per le attività sciistiche. A tale riguardo le Regioni e le Province autonome ritengono necessario e urgente avviare un confronto con il Governo affinché possa essere fatta chiarezza e insieme possano essere valutate modalità per una riapertura in totale sicurezza degli impianti sciistici, tenendo conto anche di quanto stanno facendo gli altri Paesi europei».

 

Covid Italia, il bollettino di oggi 23 novembre 2020: 22.930 nuovi casi e 630 morti. Calano attualmente positivi e terapie intensive

Sono 22.930 i nuovi contagi da Covid in Italia secondo l'ultimo bollettino del ministero della Salute. I morti sono 630. A 11 mesi dall'inizio dell'emergenza, l'Italia supera quindi la soglia delle 50mila vittime per Covid. Secondo i dati del ministero della Salute il numero dei morti è arrivato a 50.453, con un incremento rispetto a ieri di 630.


 

 

 

Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 00:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA