Covid e Natale, Boccia: «Molti italiani non ci saranno più. No a spostamenti come in estate. Sci? Per ora non ci sono condizioni»

Lunedì 23 Novembre 2020

Covid e Natale. Ancora una frenata, dal fronte governo, su come gli italiani potranno passare il periodo delle festività. «Con 600-700 morti al giorno parlare di cenone è fuori luogo, lo dico con grande chiarezza», il messaggio lanciato dal ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia alla Vita in Diretta. Cosa accadrà dopo il 3 dicembre viste le pressioni sul governo su piste da sci, feste, ristoranti e altre attività? Il ministro è stato categorico: no agli spostamenti a Natale come è avvenuto durante l'estate. E sull'apertura delle piste da sci: per ora non ci sono le condizioni, più in là si faranno le dovute valutazioni.

Spostamenti e Covid: tutte le regole zona per zona e regione per regione

Le parole del ministro

«Non perdiamo il senso di comunità, molti italiani non ci saranno più il prossimo Natale, ma non dobbiamo perdere il senso di comunità, quello che è venuto fuori nella prima ondata e che ci ha consentito anche di dimostrare che il Paese ha una capacità di reazione molto forte», ha aggiunto Boccia, alla Vita in Diretta. «So che è dura, per le famiglie, per i ragazzi che vanno a scuola, per i lavoratori sanitari, e per tutti quanti noi però dobbiamo reggere ancora questo mese, dobbiamo tenerci per mano e sono sicuro che vinceremo e ne usciremo più forti di prima. Ma - ha concluso - non dobbiamo farci abbattere e perdere il senso di comunità che fa dell'Italia il Paese eccezionale che è». «Di certo io sono fermamente contrario a spostamenti come quelli che ci sono stati nell'estate», il messaggio del ministro.

 

 

La stagione sciistica

«Le Regioni oggi hanno consegnato delle linee guida sulle quali ci confronteremo quando ci saranno le condizioni per riaprire, oggi non ci sono. Valuteremo nel prossimo Dpcm se ci saranno le condizioni e per fare cosa», ha sostenuto il ministro rispondendo alla domanda se potranno riaprire gli impianti sciistici.

 

«Contagio ancora diffuso, rispettare le regole»

«Siamo ora di fatto in una sorta di seconda fase della seconda ondata e il sistema delle zonizzazioni territoriali ci ha consentito di mettere in sicurezza le reti, ma il contagio è diffuso, è un contagio diverso e c'è una pressione molto alta sui pronti soccorso», aveva detto Boccia in precedenza intervenendo a un evento a Barletta. «Nella prima ondata il 45% dei contagiati si curava in ospedale ora solo il 5% ma il numero dei positivi è dieci volte superiore, facevamo 25 - 30.000 tamponi al giorno oggi ne facciamo 250.000, nella prima ondata il 13 - 14% finiva in terapia intensiva, ora siamo sotto l'1%, ma i numeri sono diversi e i medici hanno preso le misure anche in questa seconda ondata, ma noi abbiamo bisogno di aiutarli». «In questo momento - conclude Boccia - non basta più tenere sotto controllo l'Rt - cosa che siamo riusciti a fare in maniera eccezionale in questi 15-20 giorni - ma bisogna tenere sotto controllo i posti di area medica, non devono aumentare le richieste, quindi bisogna continuare a rispettare le regole».

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Ultimo aggiornamento: 20:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA