Ponza, controlli anti-Covid in un locale finiscono con polemiche e denunce

Venerdì 7 Agosto 2020
Rispetto delle norme Covid-19, sull'isola di Ponza è bufera dopo un controllo in un locale. I Carabinieri della locale stazione hanno deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un 43enne, il quale, durante un controllo eseguito dai militari in un locale dell’isola, per verificare l’osservanza delle norme c.d. Anti-covid, ha ostacolato l’identificazione di 4 ragazze che si trovavano all’interno del locale e che riuscivano ad uscire e ad allontanarsi.

Sulla vicenda ha voluto raccontare la sua versione dei fatti l’imprenditore romano Alberto Gargano, che a Ponza si è trasferito a inizio giugno per svolgere attività di consulenza per il Blue Moon, famoso locale dell’isola con regolare autorizzazione per esecuzioni musicali e intrattenimento danzante. 

«Il comandante dei Carabinieri è entrato come una furia nel locale per controlli anti Covid – ha raccontato Gargano –. In borghese, senza identificarsi e senza mascherina. Si è diretto dal dj, chiedendogli di spegnere la musica e poi è andato verso quattro ragazze, che erano in piedi accanto al loro tavolo, chiedendogli di seguirlo in caserma per l’identificazione. Questo avveniva mentre un addetto alla sicurezza stava già invitando le ragazze a sedersi, benché il decreto che ha autorizzato l’apertura delle discoteche preveda che l’ospite possa danzare in piedi accanto al suo tavolo».

«Mi sono avvicinato al comandante chiedendogli il motivo della sua richiesta alle ragazze e lui mi ha chiesto di seguirlo in caserma per l’identificazione – ha proseguito Gargano –. Io gli ho chiesto di identificarmi sul posto perché stavo lavorando e non potevo allontanarmi e lui inizia a strattonarmi, spingendomi verso l’uscita. Intanto le quattro ragazze lasciano il Blue Moon e lui mi denuncia all’autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale e impedimento di riconoscimento delle quattro ragazze. Anche io ho sporto denuncia alla Guardia di Finanza e, con me, la proprietà del locale per persecuzione, visto che in soli due mesi di apertura ci sono stati più di 12 controlli».

«Quattro persone in piedi accanto al loro tavolo su trecento regolarmente sedute e per questo motivo il Comandante chiede cinque giorni di chiusura – conclude Alberto Gargano –. Vanno benissimo i controlli, è più che giusto che vengano fatti, vista la situazione che stiamo vivendo tutti ma questo è abuso di potere. Noi chiediamo solo di lavorare in tranquillità e proviamo a farlo in una situazione tutt’altro che agevole».Ultimo aggiornamento: 8 Agosto, 01:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA