Putin incontra Xi, Russia e Cina mai così vicine: prove tecniche di terza guerra mondiale?

Putin incontra Xi, Russia e Cina mai così vicine: prove tecniche di terza guerra mondiale?
di Luca Marfé
Giovedì 8 Settembre 2022, 19:03 - Ultimo agg. 9 Settembre, 00:01
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Vladimir Putin e Xi Jinping si incontreranno la prossima settimana in Uzbekistan.

L’occasione è il summit dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.

La notizia, in un attimo, rimbalza di agenzia in agenzia e fa letteralmente il giro del mondo.

Già, perché gli spunti sono tanti e il significato della stretta di mano in arrivo è simbolicamente enorme.
Per la Russia e per la Cina, ovvio.
Ma anche e soprattutto per l’Occidente, che adesso deve davvero guardarsi le spalle.

Si tratta, infatti, del primo faccia a faccia tra i due leader da quando Mosca ha deciso di scatenare la sua furia militare sull’Ucraina.
E si percepisce forte un avvicinamento tra i due giganti che, oramai ex rivali, si consolidano in un unico e pericolosissimo blocco orientale.

Si tratta pure del primo viaggio all’estero di Xi sin dai tempi dello scoppio della pandemia, ulteriore segnale chiarissimo, inequivocabile, di mano tesa a mo’ di autentica alleanza.

Altro che Russia isolata dal resto del mondo, insomma.

Con Turchia, India, Iran e Corea del Nord, tanto per citarne alcuni, si va configurando un intera coalizione internazionale alternativa a Stati Uniti e Unione Europea.
Il tutto con una guerra, di armi e di nervi, attualmente in corso.
E con un secondo potenziale scenario di fiamme che è quello di Taiwan, che Pechino sogna apertamente di volersi riprendere.

Per quanto i riflettori siano puntati sullo “zar”, l’uomo da tenere d’occhio è in realtà il suo omologo cinese.

Avviato verso un terzo mandato (che rompe tradizione e costituzione), freddo e determinato nel perseguire uno spregiudicato disegno imperiale, privo di qualsiasi forma di esitazione nel dichiarare che «la partnership tra Cina e Russia non ha limiti».

E la cosa non deve sorprendere affatto, considerato che Pechino non ha mai formalmente condannato l’aggressione di Mosca a danno di Kiev.

La narrazione occidentale, insomma, qui non solo non tiene, ma proprio si perde.
Qui, a queste latitudini lontane, valgono altre logiche, rigorosamente antiamericane, antioccidentali, antidemocratiche. 

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Washington e Bruxelles sono avvisate.

La sfida per il nuovo ordine mondiale è già cominciata.
Assieme a quella che qualcuno, qualcuno come Papa Francesco ad esempio, di “Mondiale” chiama già “Terza Guerra”. 

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