Torna lo spettro di Chernobyl: «Feriti di Severodvinsk radioattivi, medici contaminati»

Torna lo spettro di Chernobyl: «Feriti di Severodvinsk radioattivi, medici contaminati»
Sabato 17 Agosto 2019, 20:30 - Ultimo agg. 18 Agosto, 10:12
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La scena sembra tratta dalla serie tv su Chernobyl, che riscosso un enorme successo in tutto il mondo, ma tanta indignazione ha suscitato in Russia. Sono le 4:30 del pomeriggio quando nell'ospedale regionale di Arkhangelsk vengono ricoverati tre feriti gravi: sono nudi e avvolti in teli di plastica traslucida. I medici capiscono subito che c'è qualcosa di strano ma, fedeli al giuramento di Ippocrate, si affannano per salvare loro la vita. Poi, man mano che trapelano le notizie sulla natura dell'incidente al poligono militare di Severodvinsk, per lo staff dell'ospedale inizia l'incubo. «Nessuno - né i direttori dell'ospedale, né i funzionari del ministero della Sanità, né quelli regionali o il governatore - hanno informato il personale che i pazienti erano radioattivi», ha raccontato uno dei chirurghi della clinica al Moscow Times, il quotidiano in lingua inglese di Mosca che ha ricostruito la vicenda.

A parlare sono in cinque, tra medici e paramedici. La loro identità viene naturalmente celata poiché i servizi segreti marcano stretto lo staff dell'ospedale. Chi ha curato in prima persona i tre feriti ricoverati dopo l'incidente è stato infatti invitato a firmare un accordo di non divulgazione che impedisce di parlare dell'accaduto. E per forza. Di fatto medici e infermieri sono stati abbandonati a loro stessi, nessuno ha spiegato che cosa fosse veramente accaduto e dunque lo staff non ha preso le precauzioni del caso per proteggersi dalle radiazioni. Il quotidiano precisa che nessuna delle sue fonti ha lavorato direttamente con i pazienti in questione ma tutti hanno partecipato a un briefing in ospedale il 12 agosto scorso, alla presenza di un viceministro della Sanità del governo regionale di Arkhangelsk. I cinque sono poi «in costante comunicazione con i colleghi che hanno curato le vittime». Non solo per spirito di amicizia. Quando, infatti, è stato reso noto che a Severodvinsk era andato male un test missilistico a propulsione nucleare, le autorità hanno offerto alla staff dell'ospedale di sottoporsi a esami approfonditi a Mosca: circa sessanta persone hanno accettato. Ebbene. A uno dei dottori è stato trovato il Cesio-137 (un isotopo radioattivo che è un sottoprodotto della fissione nucleare dell'uranio-235) nel tessuto muscolare. Una delle fonti ha affermato che il medico interessato glielo ha raccontato direttamente, anche se non era stato informato della quantità o della concentrazione dell'isotopo trovato.

L'informazione è stata smentita a stretto giro dal ministero della Sanità. Nel comunicato si ammette però che l'Agenzia Federale Biomedica Russa (FMBA) «ha esaminato 91 medici dell'ospedale regionale di Arkhangelsk in seguito all'incidente dell'8 agosto a Severodvinsk». Circostanza mai emersa sinora. «Quando tutti i nostri colleghi torneranno ad Arkhangelsk, ci sederemo e discuteremo il da farsi», ha detto un altro medico osservando che lo staff sta prendendo in seria considerazione di presentare un esposto al procuratore generale. «Ogni regola è stata infranta.

Perché questi pazienti sono stati portati in un ospedale civile e non in un ospedale militare? Perché al personale non è stato detto di attuare misure di sicurezza adeguate?». La risposta, lapidaria, la dà un altro dottore: «A oltre 30 anni dal disastro di Chernobyl, il nostro governo non ha imparato nulla e cerca ancora di nascondere la verità».

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