Gli Usa all’Europa: «Stop a Huawei, sicurezza a rischio»

Martedì 12 Febbraio 2019 di Luca Marfé
La tecnologia firmata Huawei rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale. Gli Stati Uniti l’hanno già messa al bando e ora chiedono formalmente all’Europa di fare altrettanto. Nell’interesse di tutti i Paesi membri, ma anche affinché Washington possa continuare a fidarsi di loro. In gioco, insomma, non ci sono soltanto privacy, intelligence e vero e proprio spionaggio, ma anche delle relazioni sane con il governo a stelle e strisce che, in buona sostanza, pone Bruxelles e compagnia di fronte ad una netta scelta di campo: o gli Usa o la Cina.

In poche righe, è questo il quadro tracciato dal segretario di Stato Mike Pompeo che, in visita in Ungheria, torna su un dossier che gli americani considerano spinoso e urgente. Come tutto ciò che, tradizionalmente, abbia a che vedere con la loro sicurezza.

E allora il numero uno degli Esteri a stelle e strisce non ci gira troppo attorno e passa all’attacco della società che ha sede nella futuristica Shenzhen e che vanta un mostruoso fatturato di circa 110 miliardi di dollari.

«La presenza di Huawei nelle vostre reti digitali è un rischio concreto per voi, per il vostro popolo, per la vostra privacy», ha affermato rivolgendosi al suo omologo Peter Szijjártó e in senso più vasto al primo ministro Viktor Orban e ai vertici istituzionali di Budapest. Il gigante orientale delle telecomunicazioni, infatti, ha già dimostrato secondo Pompeo di «poter utilizzare i dati in suo possesso per ragioni tutt’altro che commerciali», legate a doppio nodo alle ambizioni strategiche di Pechino.

A certe latitudini, difficile distinguere l’azienda dallo Stato.

Non solo.

«Qualsiasi Paese che sceglie di stare dalla loro parte ha un problema con gli Stati Uniti».
Come a voler dire “ciascuno è libero, ma noi non possiamo fidarci”.



Le preoccupazioni (in qualche modo addirittura le minacce) del capo della diplomazia americana non sono di certo un fulmine a ciel sereno né sono destinate a rimanere un caso isolato.

La volontà di Trump e dei suoi è chiara ed è quella di andare fino in fondo a questo scontro. Proprio la guerra a Huawei, dunque, sarà uno dei cavalli di battaglia del tour europeo di Pompeo che, dopo l’Ungheria, toccherà la Slovacchia, la Polonia, il Belgio e l’Islanda.

I delicati equilibri del mondo, in particolare quello delle alleanze Nato e delle influenze americane, cinesi e russe, passano anche e soprattutto attraverso cavi e segnali della rivoluzione 5G. E, più in generale, della vera grande protagonista del nostro tempo: la tecnologia, appunto.

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