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Yacht, ville e depositi bancari degli oligarchi russi: un tesoro che vale 300 miliardi. Si decide la procedura

Martedì 24 Maggio 2022 di Gabriele Rosana
Yacht, ville e depositi bancari degli oligarchi russi: un tesoro che vale 300 miliardi. Si decide la procedura

Ville in Costa Smeralda, yacht da record, conti correnti all’estero degli oligarchi e riserve estere della banca centrale: il patrimonio che l’Europa potrebbe confiscare ai russi così da co-finanziare la ricostruzione dell’Ucraina varrebbe almeno 300 miliardi di euro. In assenza di cifre ufficiali, i calcoli sono necessariamente al ribasso, ma la cifra (arrotondata sul valore delle riserve internazionali congelate in Europa) corrisponderebbe a circa la metà della spesa quantificata a inizio mese da Kiev per la ricostruzione del Paese. 

La riunione

Alla riunione dell’Ecofin di ieri, i ministri delle Finanze delle tre repubbliche baltiche (Estonia, Lettonia e Lituania) e della Slovacchia hanno chiesto ai partner Ue di accelerare sulla strada della confisca e già oggi la Commissione metterà sul tavolo alcune proposte. Come ha spiegato la lituana Gintarė Skaistė, «dobbiamo trovare modi legali per usare questi asset», evidenziando il legame diretto tra l’oligarca e le decisioni belliche prese contro l’Ucraina, ma «questi beni devono essere trattati come riparazioni di guerra». 

Nei giorni scorsi era stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a chiedere «il sequestro e la confisca dei fondi e delle proprietà russe che si trovano sotto la giurisdizione dei Paesi partner, da indirizzare in un fondo creato appositamente da cui tutte le vittime dell’aggressione russa possano ricevere risarcimenti adeguati», in modo che «la Russia senta il peso reale di ogni missile, ogni bomba, ogni proiettile contro di noi». L’ipotesi trova tuttavia per ora una fredda accoglienza tra gli altri governi Ue, in particolare Germania, Paesi Bassi e Grecia, che vorrebbero ricevere garanzie sulla legalità del provvedimento prima di includerlo nelle conclusioni del summit dei leader della prossima settimana. Tre settimane fa era stato il Congresso degli Stati Uniti ad approvare un provvedimento simile, mentre pure il Canada s’è dotato di una legge che consente esplicitamente la liquidazione delle proprietà russe per risarcire le vittime ucraine.

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«Abbiamo una task force al lavoro proprio per identificare e congelare i beni delle persone russe sanzionate e se ci sono le basi legali, che dipendono dalle leggi dello Stato in cui sono conservati gli asset in questione, si potrebbe procedere con la confisca per metterli a disposizione dell’Ucraina», ha spiegato ieri al termine dell’Ecofin il vicepresidente dell’esecutivo Ue Valdis Dombrovskis, mentre da Davos si registrava anche l’apertura in questo senso della numero uno della Commissione Ursula von der Leyen. 

La discussione

Il primo in Europa a parlare della confisca e della vendita degli asset russi per finanziare la ricostruzione dell’Ucraina era stato a inizio mese il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Per facilitare la discussione, già oggi la Commissione europea presenterà le sue proposte per costruire un quadro comune Ue entro cui, se gli Stati lo vorranno, potranno muoversi. La possibilità di procedere con la confisca dei beni russi sequestrati, infatti, dipende essenzialmente dalle legislazioni nazionali. Ragion per cui oggi Bruxelles illustrerà il piano per armonizzare le disposizioni relative alla confisca, che rimarrà comunque di competenza delle magistrature statali: la Commissione creerà cioè le basi per la definizione comune di una fattispecie di reato - accanto a crimini come terrorismo e traffico di essere umani - che corrisponde alla violazione delle sanzioni decise dall’Ue, in virtù della quale attivare la confisca dei patrimoni russi. La proposta legislativa punta ad affrontare una debolezza di lunga data nell’Ue, con molti Stati che non dispongono di quadri giuridici solidi per l’esproprio dei beni.

 

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 08:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA