Allarme recessione, Confindustria vede nero ma Tria esclude manovre bis

di Luca Cifoni

Gli scossoni dell'economia reale iniziano a increspare la bonaccia sul mercato dei titoli di Stato italiani. Nei giorni scorsi il Tesoro aveva ottenuto ottimi risultati in asta, con significative riduzioni dei rendimenti sia su Bot che su Btp. E lo spread con il Bund tedesco si era posizionato saldamente al di sotto dei 250 punti. La tendenza si è invertita e ieri il differenziale tra i titoli decennali dei due Paesi è tornato a crescere fino a quota 258, riflettendo l'aumento del rendimento del Btp a 2,74.

Naturalmente si tratta di livelli ancora molto lontani da quelli massimi che erano stati toccati nella fase di incertezza sulla formazione del governo e poi ancora nel momento di più acuto contrasto con l'Unione europea. Nei giorni scorsi però si potrà capire se le preoccupazioni sull'andamento dell'economia stanno in qualche modo alterando la percezione positiva che del nostro Paese hanno avuto in questo inizio d'anno gli investitori internazionali. Dopo il responso (provvisorio) dell'Istat sul quarto trimestre del 2018 aumentano le preoccupazioni sull'andamento complessivo dell'intero anno.
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Sabato 2 Febbraio 2019, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 02-02-2019 12:25
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