E la luna bussò

Giovedì 14 Giugno 2018 di Francesco de Core
Il paradiso artificiale del web è abitato da molti (forse troppi) esponenti politici che, nell’affannosa rincorsa alla battuta sapida, finiscono con l’esibirsi in gaffe olimpiche. Il neo sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia, pentastellato in terra demitiana, pare seriamente candidato a un posto sul podio. Chi è avvezzo ai social, la solida piattaforma dell’urlo finito dritto nell’urna, sa che Sibilia non si risparmia. E, soprattutto, non delude. Si va da cervellotiche teorie sul terrorismo a improvvidi riferimenti a Falcone e Borsellino e alle unioni civili, con un uso della lingua italiana quantomeno disinvolto; ben più grevi i riferimenti ai dem appestati e ai vaccini obbligatori, considerati alla stregua di un «Tso imposto ai bambini». Nel cielo stellato di Sibilia spicca anche una poetica (leopardiana?) luna immacolata. Perché lo sbarco degli astronauti Usa fu - a suo dire - «una farsa». Ci consentirà, il sottosegretario negazionista, di preferire al suo tweet l’ironia del Principe: «Alla mia età andare sulla luna? Ma siamo pazzi. E poi in questo periodo sono abituato ad andare a Capri». Surreale per surreale, meglio Totò. L’originale.
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