Zingaretti fa il bis nel Lazio, M5S è solo terzo

di Lorenzo De Cicco

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Sono i voti di Roma, dove il M5S crolla rispetto alle comunali del 2016 e lotta fino all'ultimo col Pd per rimanere il primo partito della Capitale, a regalare la vittoria a Nicola Zingaretti. Il governatore uscente a tarda notte può festeggiare: con il 34% strappa il mandato bis - è il primo presidente del Lazio a riuscirci - e per i dem è l'unica spia positiva che si accende sulla mappa dello Stivale nella disfatta elettorale del 4 marzo. Il candidato del centrodestra, Stefano Parisi, è sopra il 30%, mentre la grillina Roberta Lombardi arriva al traguardo solo terza intorno al 27%.

Certo rischia di essere un mandato ballerino, per Zingaretti, perché l'insidia dell'anatra zoppa non è ancora fugata. Il pericolo è che dallo spoglio non esca fuori una maggioranza in Consiglio regionale. Per il centrosinistra, che nel Lazio si è presentato versione large, con dentro Leu e fuori la Civica popolare di Lorenzin, l'obiettivo è conquistare almeno 26 seggi. La legge elettorale difatti assegna 40 scranni su 50 col proporzionale e prevede un premietto di maggioranza di 10 seggi allo schieramento primo. Conti alla mano, per assicurarsi una consiliatura senza scossoni, toccherebbe acciuffare quota 36%. Il governatore, stando ai dati diffusi ieri notte sul sito del Viminale, sarebbe leggermente sotto. Solo l'assegnazione definitiva dei seggi, prevista nelle prossime ore, dirà se sarà autosufficiente o se per governare dovrà cercare un accordo con un partito esterno alla coalizione.
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Martedì 6 Marzo 2018, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 06-03-2018 10:30
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