Fitch vede nero, la mossa del governo: rassicurare sul debito

Sabato 1 Settembre 2018 di Marco Conti
«Non è chiaro come le tensioni politiche verranno sciolte». Lo scrive l'agenzia di rating Fitch nello spiegare la conferma del rating BBB, ma l'outlook portato da stabile a negativo. Il clima di incertezza, i continui proclami e la ricorsa tra i contraenti del contratto di governo, si sommano - scrive - «a impegni non coerenti con il debito».

Giudizi critici. Forse più importanti della correzione del rating e che avranno certamente un peso nelle riunioni che cominceranno la prossima settimana a palazzo Chigi in vista della scrittura della nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza e della manovra.
 
A palazzo Chigi si tira comunque un sospiro di sollievo perché si fa notare come il giudizio di Fitch sia «ampiamente giustificato». «Lascia invariato il suo rating» anche «alla luce delle attuali condizioni della nostra economia». Ovviamente si sottolinea «l'attesa che venga definito il Documento di Economia e Finanza del governo e che gli impegni di bilancio per il prossimo anno siano rispettati» così come «vengano «attuate le riforme strutturali annunciate». Anche perchè nel Def in preparazione - si sottolinea a palazzo Chigi - il governo confermerà l'impegno a proseguire nella riduzione del debito italiano» e «a realizzare efficaci prospettive di crescita economica e di sviluppo sociale del Paese».

Il giudizio di Fitch riflette l'incertezza che c'è sulla direzione che prenderà la politica economica del nostro Paese. Il governo precedente si era limitato a presentare un Def senza ipotesi, seppur in coerenza con gli impegni presi in Europa e con i mercati. Poi la campagna elettorale, le elezioni, il governo e di nuovo una sorta di campagna elettorale continua che ha contribuito a creare molta incertezza sui mercati come dimostra il rialzo dello spread - a quota trecento - e l'aumento dei tassi di interesse sui Btp.

Il ministro dell'Economia e il premier Conte tengono però fermo l'impegno di riduzione del debito che risulta decisivo per convincere gli investitori a sottoscrivere bot e btp.

Il clima di tensione tra M5S e Lega non sembra però destinato a rientrare facilmente. Infatti, dopo settimane a parlare di barconi e migranti, il M5S intende ribaltare la narrazione del governo pro-Lega mettendo un deciso cappello sulla manovra di bilancio. Reddito di cittadinanza e sgravi fiscali al Sud per chi assume i due cavalli di battaglia. A modo suo anche Beppe Grillo aumenta la pressione sul Movimento spingendo per «il reddito universale». Il resto lo fanno molti parlamentari grillini che ieri mattina hanno tentato di esorcizzare e minimizzare i giudizi delle agenzie di rating che però rischiano di abbattersi nelle tasche dei contribuenti.

«Siamo in zona cesarini, stiamo affinando il lavoro», ha sostenuto ieri mattina la viceministro dell'Economia in quota M5S Laura Castelli facendo quindi intendere che il reddito di cittadinanza si farà e che quindi deve aver trovato i 17 miliardi che servono qualora si decida di procedere come chiede Grillo. Un'offensiva alla quale la Lega è pronta rispondere con la flat tax e la cancellazione della legge Fornero sulle pensioni. Un gioco a rialzo che nemmeno l'attesa per il giudizio di Fitch ha interrotto e che la prossima settimana si scaricherà a palazzo Chigi in una serie di incontri che Giuseppe Conte ha già messo in agenda. Con lo spread vicino a quota trecento e i rendimenti dei Btp in salita, le disponibilità del ministro dell'Economia tendono a ridursi un po' come la pazienza del premier che per tutto il mese di agosto ha assistito alla ricorsa mediatica dei due vice che hanno a turno promesso sforamenti e altro debito pubblico. © RIPRODUZIONE RISERVATA