Forza Italia, Carfagna detta la linea: «Toti lavora per demolire, non andremo a rimorchio della Lega»

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di Paolo Mainiero

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La linea di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e voce di rilievo di Forza Italia, è chiara: il partito così com'è non può andare e va organizzato. Ma non secondo la linea teorizzata da Giovanni Toti che, a suo dire, «vuole demolire Forza Italia».

C'è la sensazione che le prossime europee saranno per Forza Italia una sorta di ultima spiaggia?
«In politica non esistono ultime spiagge e sono certa che per Fi il voto sarà l'occasione per confermare e rafforzare il suo ruolo. Le elezioni saranno un passaggio importante. Il voto avrà conseguenze sull'Europa, ma anche sull'Italia. Il Paese è a un bivio. Da un lato, gli italiani possono decidere di rafforzare l'asse sovranista Lega-M5s che ci sta portando alla recessione, dall'altro possono revocare la fiducia al governo e aprire nuovi scenari. In questo quadro, il ruolo di Forza Italia è più che mai centrale».

Dunque, nessun rischio di estinzione...?
«Saranno elezioni difficili ma chi scommette sulla fine di Forza Italia dovrà ricredersi come ha dovuto fare per ben sei volte consecutive alle regionali. Forza Italia deve raccontare la verità agli italiani svolgendo una campagna elettorale tra la gente, porta a porta, cortile per cortile. È vero, c'è un'Europa da cambiare e nessuno più di Forza Italia ha pagato a caro prezzo questa esigenza. Ricordo che nel 2011 il governo Berlusconi cadde anche per la sua ferma opposizione alle burocrazie europee. Ma è evidente che il voto potrà avere ripercussioni sugli equilibri interni ed è importante che gli italiani ne siano consapevoli».

Ma Forza Italia è davvero pronta alla battaglia?
«Compito di Forza Italia è spiegare agli italiani che il Paese è alle prese con una gravissima crisi economica e lo stesso Def certifica il fallimento delle politiche del governo. Altro che crescita. Al contrario, Forza Italia è a favore delle infrastrutture, propone la diminuzione delle tasse, vuole favorire gli investimenti, sostenere i ceti produttivi, vuole creare una grande area no-tax al Sud abbattendo Ires e Irap, una operazione che costa meno del reddito di cittadinanza».
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Martedì 16 Aprile 2019, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2019 16:04
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