Governo, Vincenzo Spadafora: «Avanti con questo premier, ma se si vota, noi e Pd uniti»

Lunedì 11 Gennaio 2021 di Emilio Pucci
Spadafora: «Avanti con questo premier, ma se si vota, noi e Pd uniti»

Ministro Vincenzo Spadafora, lei è responsabile dello Sport ma è stato anche uno degli artefici della nascita di questo governo e del dialogo col Pd. Siamo alle battute finali?
«Non siamo alle battute finali del governo, tanto meno del dialogo col Pd o con Leu, e se parliamo nel merito dei temi non vedo perché il confronto non dovrebbe continuare anche con Iv». 

Come giudica l’azione di questo esecutivo? Anche lei ritiene che è immobile e impantanato?
«Il governo si è trovato a rispondere a un’emergenza inimmaginabile, sia sanitaria che economica. Ci siamo riusciti grazie a un lavoro di squadra che va difeso e proseguito. I numeri della campagna vaccinale dimostrano che la risposta è stata rapida ed efficace, ma c’è ancora molto da fare per la ripresa».

Qual è la posizione del M5S? Con Conte fino alla morte o ritiene che sia possibile un altro esecutivo. Magari istituzionale?
«La nostra posizione è quella di rispondere alle emergenze del Paese come abbiamo fatto finora, col presidente Conte e questa squadra, cercando di risolvere i problemi dei cittadini e insieme con l’ambizione di cambiare volto all’Italia grazie al Piano Next Generation Eu».  

Conte ter o rafforzamento del governo come ha indicato il presidente del Consiglio?
«Il governo si rafforza smettendo di discutere e concentrandoci tutti, governo e forze politiche, sui temi, sui ristori, sulla ripresa, sulla diminuzione dei contagi e la riapertura delle attività, a partire da scuole, cultura e sport». 

Ritiene giusto cambiare questo esecutivo?
«Lo trovo irresponsabile, perché costringerebbe a uno stop mentre le persone sono preoccupate per il lavoro, l’economia, le scuole, il ritorno alla vita sociale. Dobbiamo cambiare solo i toni: nel merito le soluzioni si trovano, molte sono già state trovate». 

M5S ha scritto che nessun suo ministro è sacrificabile. Ha qualche timore?
«Molti timori, gliene elenco solo alcuni: dare risposta ai tanti giovani che temono di dover cambiare i propri progetti di vita, aumentare il numero dei volontari del servizio civile, far arrivare nuovi sostegni ai lavoratori e alle associazioni sportive, far tornare le persone a fare sport, vedere finalmente i giovani giocare in ogni campetto, risolvere la questione della governance dello sport in vista delle olimpiadi di Tokyo». 

È così difficile trovare un punto di equilibrio con il Recovery plan? Quando arriverà in Cdm?
«Domani, poi la parola passerà al Parlamento. La bozza è molto migliorata, in particolare su industria 4.0, digitalizzazione, scuola, lavoro, green economy, proroga del Superbonus sull’edilizia al 110%. Ciascuna voce del piano avrà un impatto eccezionale sulle nuove generazioni, cambierà il volto del Paese, aumenterà le opportunità per i giovani». 

Una crisi in piena pandemia comporta dei rischi per il Paese?
«Si rischia di bloccare i nuovi ristori, che vanno approvati nei prossimi giorni, e perdere il treno del Recovery plan dopo l’enorme lavoro fatto per ottenere queste risorse: un errore imperdonabile». 

Cosa si sente di dire a quei parlamentari che potrebbero essere l’ago della bilancia se Renzi dovesse strappare? Crede in un gruppo di Responsabili?
«Credo piuttosto nella responsabilità degli attuali parlamentari di maggioranza, compresi quelli di Iv». 

Se si arrivasse al voto anticipato pensa che sia possibile un’alleanza con il Pd? Anche alle amministrative?
«È una prospettiva seria e che mi trova d’accordo, chiaramente va discussa e condivisa con gli attivisti. Al governo abbiamo dimostrato che si può collaborare bene nell’interesse del Paese». 

Anche lei pensa che il premier debba cedere la delega dei Servizi?
«È una scelta che la legge lascia al presidente del Consiglio, e che lui sta valutando. Se si considera un obbligo, però, va cambiata la legge». 

Sono passati quasi due mesi dagli Stati generali e al momento, anche causa pandemia, è tutto fermo. Pensa che occorra accelerare? Come vede un ritorno di Di Maio nella sala comando?
«Gli Stati generali proseguono. Il Movimento prima di pensare a se stesso pensa al Paese: ciascuno ora sta dando il massimo nel ruolo che ricopre, questo ha comportato dei rallentamenti, ma il Movimento è saldo e ben guidato. Di Maio sta svolgendo benissimo il ruolo di ministro degli Esteri, riuscendo a risolvere anche situazioni che si trascinavano da anni come quella di Chico Forti. E’ una delle personalità più importanti del Movimento, il suo contributo di idee non è mai venuto meno, né lo sforzo per tenerci tutti uniti e far crescere M5s, e questo è riconosciuto da tutti». 

Secondo lei ora quali sono le priorità?
«Contrastare la pandemia e far ripartire il Paese: ma per farlo occorre una squadra ben affiatata e il massimo sforzo di tutti». 

È d’accordo sulla realizzazione del ponte sullo Stretto?
«Pensiamo a tenerci stretti i ponti che abbiamo, piuttosto, per evitare tragedie». 

Tanti ragazzi ancora costretti a casa. Lei sta portando avanti una battaglia per ripartire?
«Stiamo lavorando ogni giorno col Cts nella massima collaborazione per definire quanto e cosa riaprire nelle diverse zone: confido che entro fine mese si possa ricominciare a fare sport, con i limiti che saranno previsti, e in tutta sicurezza». 

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