Quirinale, Oddati: «Draghi la persona giusta, inaccettabile il veto di Fi»

Domenica 23 Gennaio 2022 di Antonio Menna
Quirinale, Oddati: «Draghi la persona giusta, inaccettabile il veto di Fi»

Nicola Oddati, coordinatore delle Agorà del Pd, passo indietro di Berlusconi, no a Draghi di Forza Italia e Fratelli d'Italia, perplessità nei 5stelle. La partita per il Quirinale si mette già male?
«Il ritiro di Berlusconi, sia pure tardivo, era obbligato. Non c'erano i numeri e non c'erano i presupposti. Incomprensibile la posizione di Forza Italia su Draghi. Mettere veti in questa fase rischia di compromettere la legislatura. Diversa la posizione dei 5stelle, che esprimono una preferenza, non una ostilità».

E il Pd? Letta insiste sul nome super partes. Significa senza appartenenza politica?
«Significa in grado di rappresentare l'unità della nazione e di creare quella connessione sentimentale tra popolo e istituzioni che è fondamentale in un momento così difficile. Può essere un politico, ma non un capo di partito».

Sì ma che si fa domani, alla prima votazione?
«Intanto vediamo cosa succede nel centrodestra. Io spero in una presa di coscienza della realtà e in una disponibilità a cercare un'intesa ampia. Noi continuiamo a lavorare per una soluzione condivisa. La soluzione migliore è quella che viene automaticamente in testa a tutti».

Cioè, Draghi? Un accordo sul suo nome le pare ancora possibile?
«Mario Draghi risponde perfettamente alle caratteristiche di cui parlavo prima. Una figura di livello internazionale riconosciuto e un punto di riferimento in un momento così difficile. Personalmente considero l'eventuale elezione di Draghi una risposta alta della politica alle aspettative e alle esigenze del nostro Paese. Ma ovviamente ci sono anche altre possibilità che vanno nella stessa direzione. L'Italia dispone di tante personalità di grande valore».

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Col voto segreto, per il Quirinale, sono stato impallinate figure come Moro, Fanfani, Andreotti, Forlani, fino a Marini e Prodi. E c'erano partiti più solidi. Ora con un Parlamento così frammentato, come si tengono insieme le indicazioni dei gruppi con le scelte dei singoli? C'è un rischio caos?
«Ci sono molte anomalie in questo Parlamento, che sembrano rendere l'elezione una specie di rebus, un groviglio inestricabile. In particolare è veramente incredibile che ci sia un gruppo misto che dispone addirittura di 112 componenti. La frammentazione è un problema e un rischio. A maggior ragione spetta ai partiti maggiori il compito di indirizzare e guidare le scelte».

L'elezione eventuale di Draghi creerebbe una situazione del tutto inedita tra Quirinale e Palazzo Chigi. Non vede il rischio di non ricomporre più un esecutivo?
«Noi abbiamo proposto e proponiamo un patto. L'Italia ha bisogno di un governo per tutta la legislatura: per uscire dalla pandemia, avviare il Pnrr, affrontare l'inflazione e il caro bollette, proteggere il lavoro, accompagnare la ripresa economica. Il nuovo Presidente della Repubblica sarebbe il primo a non voler sciogliere le Camere».

Mattarella ha detto da tempo di non essere disponibile a una riconferma. Ha costretto così le forze politiche a cercare un accordo. Ma se la situazione si bloccasse?
«A Mattarella dobbiamo solo dire un grande grazie. E rispettare le sue scelte. Poi vedremo quello che succederà a partire da domani».
 

Ultimo aggiornamento: 21:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA