Scuola, aperte le iscrizioni al concorsone. Ma i 40enni sono considerati vecchi. Beffati i maestri dell'infanzia Video

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di Elena Romanazzi

Parte con il piede sbagliato il concorso della scuola. Aperte le iscrizioni sull'apposita piattaforma, saltano fuori le magagne. Gli errori sui quali stanno affilando le armi stuoli di amministrativisti pronti a ricorrere al Tar per far valere le ragioni dei tanti esclusi da questa opportunità. Eppure dovevano essere tre bandi a prova blindati, per evitare - come è accaduto con il concorsone Profumo - che si mettesse in moto la macchina del Tar, dell'esercito di candidati ammessi con riserva (come accadde nel 2012) anche il giorno prima della prova preselettiva. La macchina della burocrazia si deve essere in qualche punto inceppata, magari solo per colpa di un banale copia e incolla che in certi casi va bene in altri no. nodi sono diversi Ma il prima che balza agli occhi riguarda l'età. Può partecipare chi ha una età compresa tra i 18 e i 40 anni. In pratica gli over quarantenni tra gli abilitati sono moltissimi sarebbero tagliati fuori. Il condizionale è d'obbligo. Perchè magari la norma inserita nel bando verrà rivista e corretta o comunque su questo punto si esprimerà il Miur.

Almeno si spera. Gli aspiranti prof sono amareggiati. La Uil scuola, guidata da Pino Turi, si è già mobilitata chiedendo lumi al ministero dell'Istruzione. Perchè senza chiarimenti e con i requisiti contenuti nel bando che richiamano al Dpr numero 487/94 (legati all'età), tutti coloro che hanno fatto i Pas e i Tfa (i percorsi abilitanti speciali e i tirocini formativi attivi) sarebbero tagliati fuori.Basta dare una occhiata ai dati dei candidati del 2012. L'età media, quattro anni fa era di 38,4 anni. Nello specifico la maggior parte, ovvero 158.879 persone, avevano un'età compresa tra 36 e 45 anni. E ora cosa accadrà? La Uil ha inviato una richiesta di chiarimenti al Miur.Ma il nodo dell'età non è l'unico punto sul quale si è scatenato in rete un vero e proprio putiferio. C'è anche il problema dei docenti dell'infanzia. E non è questione di poco conto dal momento che nel maxi piano di assunzione la loro posizione era stata congelata. Si tratta - spiega Alessia Petraglia, capogruppo Sel in commissione Istruzione al Senato - di 23mila docenti inseriti nella Gae che non verranno assunti ma dovranno fare il concorso. «Saranno banditi - sottolinea Petraglia - 7200 posti per l'infanzia, di cui metà verranno assunti dalle graduatorie ad esaurimento e metà dal concorso, ancora una volta l'esecutivo ha scelto non solo di rimangiarsi una promessa, cui siamo abituati, ma ha anche offeso nella professionalità, nella dedizione e nella passione tanti docenti».

Per l'infanzia la beffa è doppia. Oltre a coloro che sono nelle Gae c'è anche un nutrito gruppo, si tratta di circa 3mila persone, che h già superato il concorsone Profumo ma è rimasto al palo. Congelato in vista della riforma 0/6 contenuta in una delega. Bene. Queste persone, tutti idonei, a differenza degli altri che sono entrati, dovranno rifare il concorso a meno che il ministro dell'Istruzione non decida di riservargli una sorta di corsia preferenziale.Altro capitolo riguarda il sostegno. Il bando, in questo caso ed è la prima volta che accade, è specifico per questo ruolo. Una scelta positiva ma non tutti potranno partecipare. I corsi per il sostegno sono in fase di conclusione all'università, manca l'esame finale che arriverà dopo la chiusura delle iscrizioni per il concorso. Potranno essere ammessi? Di fatto no, ma la Uil si augura che gli venga data una possibilità anche se con riserva. Gli scritti si svolgeranno ad aprile. E i candidati dovranno migrare da una regione all'altra. Per un problema di commissioni. Vengono raggruppate in una unica regione alcuni classi di concorso e così scatta la migrazione. È già accaduto, ma non da nord a sud. Sostenere l'esame avrà dei costi proibitivi.
Giovedì 3 Marzo 2016, 09:09 - Ultimo aggiornamento: 03-03-2016 11:09




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