Normale, Napoli addio. Il direttore:
«In pericolo la nostra autonomia»

di Gigi Di Fiore

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Accetta di dire la sua quando ormai si conosce il testo sulla nascita della Scuola Superiore Meridionale a Napoli. Il professore Vincenzo Barone, direttore della Scuola Normale di Pisa, è a casa con la febbre.

Professore, c'è chi dice che la sua «malattia» sia diplomatica per far passare questi giorni di polemiche. Come stanno le cose?
«Se ne sono dette tante, anche questa. Negli ultimi giorni, ho tenuto la conferenza dei docenti con la febbre a 39. Poi sono stato a Roma, sempre febbricitante, convocato dal vice ministro sulla norma che avrebbe dovuto far nascere a Napoli la Scuola Superiore con la collaborazione della Normale di Pisa. Il giorno dopo, mi sono dovuto mettere a letto».

Cosa pensa della richiesta di sue dimissioni, inserita in una mozione depositata dai rappresentanti degli studenti al Senato Accademico?
«Ho convocato la riunione del Senato Accademico per il nove gennaio, subito dopo la pausa natalizia. Non mi sono mai sottratto al confronto con tutte le componenti presenti nella Scuola. Tutti avranno l'opportunità di esprimere le proprie opinioni nella sede istituzionale. Non ho mai represso il dibattito, alla Normale c'è stata sempre libertà di espressione. Ho 66 anni e una storia d'impegno nel '68, figurarsi se non rispetto la democrazia interna».

Rispetto alla richiesta dei rappresentanti degli studenti dirà la sua nella riunione del nove gennaio?
«Sì, in quella sede affronteremo le questioni, non prima».

Perché le è stata disposta la sorveglianza sotto casa, per «motivi precauzionali»?
«Su questo, non dico nulla. Sono molto seccato che la notizia sia filtrata, facendo anche preoccupare mia madre».

Su di lei, il sindaco leghista ha detto che voleva la collaborazione con la Federico II perché è nato a Napoli. Cosa commenta?
«Tutti sanno che non è vero. Sono nato ad Ancona. Sono vissuto tra Brescia e Trieste, città cui sono molto legato. Mi sento cittadino italiano. A Napoli, città dove ho molti amici, ho fatto gli studi universitari alla Federico II».

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Sabato 15 Dicembre 2018, 11:49
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 5 commenti presenti
2018-12-15 19:46:38
Questi,anche se cercano i voti al SUD,restano sempre gli stessi.Le collaborazioni facciamole con le eccellenze estere.
2018-12-15 15:26:10
Facciamo la normale di Napoli senza collaborare con quella di Pisa. Quando si tratta di fare qualcosa per migliorare il sud si alzano gli scudi ma come si permettono questi napoletani! Per tale motivo prima il nord e poi il sud sempre e possibilmente poi il sud per niente. Tanti uomini politici del sud non hanno fatto niente per il sud hanno solo rivendicato i voti al sud. Giorgetti se non è d’accordo si può anche dimettere ed aderire a FI. Mi fido di Salvini e Di Maio ma hanno solo il popolo dalla loro parte che a quanto pare non è sufficiente per governare alla faccia della democrazia
2018-12-15 15:25:42
Normale a Napoli: Perché agganciarsi a Pisa, emanazione napoleonica di quella di Parigi? Affiliarsi a quella di Parigi direttamente o crearne una ex novo. Istituzioni simili vi sono a Padova, Bologna e Catania. Barone e Ciliberto potrebbero orientarsi diversamente.
2018-12-15 14:55:18
E' inutile. La Borbonia e il centro-nord non sono mai stati amici...Per cui è inutile insistere su eventuali collaborazioni. Siamo GENETICAMENTE diversi ! Le universita' ? Che ognuno si tenga le sue...Piuttosto collaborare con universita' europee, statunitensi, canadesi, australiane...Ma mai e dico...MAI con quelle dei Nostri NEMICI da sempre.
2018-12-15 12:13:11
Non mi pare sia il caso di continuare a subire angherie: meglio lasciare, e a testa alta!

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