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Mascherine, flop controlli a Roma: assembramenti in Centro, zero multe ai trasgressori

Folla nelle vie dello shopping: solo 3 sanzioni elevate dagli agenti. I vigili: «Chiediamo di indossarle e facciamo opera di dissuasione»

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Francesco Pacifico
Mascherine, flop controlli a Roma: assembramenti in Centro, zero multe ai trasgressori

Due vigili, a via del Corso, allargano le braccia: «La gente che gira senza mascherina? Certo, non è tantissima, ma c’è. E noi siamo pronti a ricordare che va indossata». Perfetto, giusto prevenire, ma le maxi multe da 400 a mille euro che dovrebbero scattare per i trasgressori? «Be’, noi diciamo con forza che bisogna indossare la mascherina e che bisogna stare distanziati. E se qualcuno è reticente, scattano le sanzioni». Poco più in là, in piazza di Spagna, aggiunge un altro casco bianco: «Siamo ai primi giorni, qualcuno non sa ancora di questo obbligo, ma facciamo comunque attività di prevenzione e dissuasione». Stesso ragionamento arriva da due giovani carabinieri non lontani da Trinità dei Monti. In realtà di sanzioni - nel Tridente, a Prati, a viale Libia e in tutte le zone dove si formano assembramenti - ieri a Roma se ne sono viste pochissime: nel primo bilancio di giornata la Questura verso ora di pranzo ha parlato di due sole multe a fronte di 800 controlli e «dello scioglimento di 19 assembramenti». Mentre dal fronte della Polizia locale si fa sapere che ieri il gruppo Trevi, che opera in Centro, ha effettuato 2.657 controlli e comminato una multa. Il gruppo Prati, invece, su 1.298 verifiche non ha elevato nemmeno una sanzione.

Roma, assembramenti in centro


Il tutto mentre al Centro o nelle altre vie dello shopping della città ieri è scattato il caos: tantissima gente in strada, nessun distanziamento, assembramenti qua e là, sono persino tornate a sedersi in massa romani e turisti sulla scalinata di piazza di Spagna, nonostante un’ordinanza dell’ex sindaca Virginia Raggi impedisca la cosa. Ma soprattutto non mancano persone che camminano senza indossare la mascherina: ogni venti che passano, ce n’è almeno uno che non si copre bocca e naso. Comportamento vietato nel Tridente, a Prati, e a viale Libia e in tutte le aree dove ci sono assembramenti, come prevede l’ordinanza firmata dal sindaco Roberto Gualtieri mercoledì scorso. Atto nato dopo l’aumento dei contagi tra Roma e Lazio e in vigore da sabato. Sì, perché se nel primo giorno (sabato per l’appunto) i romani sono stati molto ligi nel rispettare l’obbligo, sono bastate 24 ore per far ritornare in giro sacche d’anarchia. Cioè gente che anche tenendo infilata la mascherina al polso, cammina senza portarla come se il Covid e tutte le tragedie che sono seguite, non si fossero mai verificate.

 

Dal Campidoglio si fa notare che «alla luce dei dati c’è soddisfazione per il comportamento responsabile tenuto dai romani». E sul fronte delle pochissime multe, si aggiunge che «i vigili sono stati ottimi dissuasori: hanno detto alla gente di mettersela e la gente la metteva. Non si sono registrate tensioni».
Per la cronaca, in tutto il Tridente ieri, e almeno fino al tramonto, sono state in azione una decina di pattuglie di vigili. Che per esempio non si sono fatti remore nel multare gli automobilisti, che hanno parcheggiato le loro vetture dove non avrebbero dovuto. Presenti con loro in strada, e precisamente agli incroci più caotici, anche macchine della polizia o dei carabinieri, senza dimenticare il coadiuvamento dei volontari della protezione civile. Ma di fronte a tutti loro sono sfilate, in questa prima domenica di dicembre dedicata da molti allo shopping, migliaia e migliaia di persone. In una proporzione di un agente ogni mille tra residenti o turisti.
Racconta al riguardo Antonio, uno dei volontari della protezione civile chiamato a verificare la situazione a via del Corso: «Quando vediamo qualcuno senza mascherina, lo fermiamo e gli chiediamo d’indossarla. C’è chi si scusa e chi invece ti risponde male. Per esempio un prete, credo no vax, mi ha detto che non ho l’autorità per imporgli nulla». Secondo Antonio, «le cose potrebbero andare meglio se le forze dell’ordine iniziassero a elevare le contravvenzioni. Ne basterebbero poche per far capire alla gente che non si può scherzare di questi tempi». Sentite queste parole, gli fa eco una negoziante: «Stanno aumentando i contagi e qui la gente va in giro tranquillamente, senza nemmeno la mascherina».


LE GIUSTIFICAZIONI

Ma chi sono quelli che girano liberamente a bocca e naso scoperto? Marco, intercettato davanti un negozio si giustifica: «Davvero c’è l’obbligo di mascherina? Non lo sapevo». Marta, nei pressi di Ripetta, ammette: «Sì, sono in fallo, ma prometto di indossarla, anche perché con questo tempo, copre anche dal freddo. Speriamo di non essere multata». Molto indisciplinati gli stranieri. Tony e Marie vengono da Parigi: «In albergo non ci hanno detto niente che dovevamo indossare la mascherina. Ma da voi i contagi sono più bassi che noi».

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 09:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA