Concerti ed eventi cancellati, come chiedere il rimborso e come funzionano i voucher

Giovedì 21 Maggio 2020 di Roberta Amoruso
Tra i concerti cancellati anche tutta la programmazione di Vasco Rossi

Sarà un’estate senza concerti o quasi. Molte Regioni si stanno affrettando ad assicurare una quasi-normalità come il Friuli Venezia Giulia pronta a fare «ripartire in sicurezza musica dal vivo ed eventi» che «accompagneranno il pubblico come ogni estate». Ma il l’ultimo decreto sulle norme di distanziamento del governo non lascia molti spiragli. Non sarà possibile svolgere eventi all’aperto con più di 1.000 persone e al chiuso con più di 200 spettatori. Senza contare le ulteriori restrizioni: dallo stop ai consumi e all’acquisto si cibo e bevande all’uso obbligatorio della mascherina per la durata dell’evento. Che ne sarà di tutti i mega-concerti estivi da almeno 50.000-70.000 spettatori? Tutti cancellati, come quelli in calendario finora dall’8 marzo in poi. Ma anche gli eventi più piccoli dovranno in molti casi gettare la spugna: impossibile sostenere certi costi in queste condizioni. Il risultato sono centinaia di migliaia di fan delusi, ma anche arrabbiati. Perché il meccanismo dei rimborsi previsto anche dall’ultimo Decreto Rilancio contempla al momento solo l’emissione di voucher. Ma vediamo come funziona.

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Cosa succede al pubblico che ha già acquistato il biglietto? Come potrà essere rimborsato? Già i primi provvedimenti del governo avevano introdotto dei voucher, cioè dei buoni da emettere «di pari importo al titolo di acquisto». La buona notizia è che il Decreto rilancio estende da 12 a 18 mesi la possibilità di utilizzare il bonus a partire «dall’emissione».

L’articolo 183 dello stesso Decreto (comma 11) prevede poi un’altra novità, l’estensione della possibilità di emissione del voucher «a decorrere dalla data di entrata in vigore del medesimo decreto e fino al 30 settembre 2020». Il che vuol dire aver coperto tutti gli eventi estivi eventualmente cancellati fino a settembre. Se avete acquistato un biglietto per un concerto rinviato e cancellato per l’emergenza Covid, non è dunque previsto un rimborso economico, ma a un buono da utilizzare per un altro concerto o evento. Quando chiedere il rimborso? L’acquirente può chiederlo entro 30 giorni dall’entrata in vigore del decreto o dalla data di cancellazione/rinvio dell’evento. E in ogni caso, ogni organizzazione e ogni biglietteria ha previsto una sezione speciale con tutte le indicazioni guida per ottenere il rimborso. Lo stesso Decreto prevede infatti indicazioni precise: «I soggetti acquirenti presentano, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, o dalla diversa data della comunicazione dell’impossibilità sopravvenuta della prestazione apposita istanza di rimborso al soggetto organizzatore dell’evento, anche per il tramite dei canali di vendita da quest’ultimo utilizzati, allegando il relativo titolo di acquisto. L’organizzatore dell’evento provvede alla emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro 18 mesi dall’emissione. L’emissione dei voucher previsti dal presente articolo assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario». Dunque, se un concerto è soltanto rinviato, posso sperare di utilizzare il voucher. Ma se quel concerto non si farà più o comunque non è stato ricalendarizzato? Si potrà utilizzare il buono per un altro concerto. E qui è scattata la furia dei fan. Soprattutto di quelli che hanno pagato cifre rotonde, oltre 100 euro a biglietto per partecipare a un concerto esclusivo. C’è chi, poi, viene dall’estero, come nel caso dei concerti di Paul McCartney a Napoli e Lucca. Nessuna nuova data. Almeno al momento l’evento è solo cancellato. Per chi ha comprato il biglietto solo la consolazione di sceglierne un altro alternativo promosso dalla stessa biglietteria. Eppure c’è chi a questo punto avrebbe scelto volentieri di investire quei soldi altrove, soprattutto di questi tempi.
Ecco perché sia il Codacons che Federconsumatori si sono mosse per chiedere subito un intervento aggiuntivo al governo. «A seguito delle numerose segnalazioni che stiamo ricevendo in questi giorni», spiega Federconsumatori, «abbiamo inoltrato richiesta la Ministro Franceschini affinché individui soluzioni eque per tutelare i cittadini che avevano acquistato ticket per eventi e concerti annullati a causa dell’emergenza sanitaria», fa sapere Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. Anche perché, aggiunge, «gli organizzatori stanno provvedendo ad emettere dei voucher» ma «riteniamo che, così come si sta gestendo, l’emissione dei titoli compensativi risulti del tutto iniqua e a totale svantaggio dei cittadini, che infatti si stanno ampiamente lamentando». Il nervo scoperto sono appunto i concerti di artisti internazionali. «I biglietti vengono sostituiti con quelli di artisti senz’altro validi, ma i cui ticket per i concerti non possono avere lo stesso valore», continua Viafora. E quindi «abbiamo fatto presente al Ministro che le preferenze, le scelte ed i gusti che un cittadino ha in ambito musicale sono talmente soggettive e personali da non poter mai essere ricondotte a ragioni meramente economiche». Esempio «lampante in tal senso il concerto di Paul McCarteny, a Napoli e a Lucca, per cui gli utenti ci stanno manifestando in queste ore che non sono disposti ad accettare un voucher sostitutivo. Per questo, conclude Federconsumatori, «chiediamo un intervento urgente, che permetta ai cittadini, qualora non soddisfatti dal voucher proposto, di essere rimborsati per gli eventi di cui non potranno godere. Nel frattempo, la musica non si arrende. Alcuni Festival saranno riprogrammati in “limited edition” «più raccolta e intima». Antonello Venditti non esclude di fare comunque qualcosa con un pubblico ristretto.
Invece il Codacons chiede l'«immediata restituzione di quanto pagato dagli utenti per
eventi e concerti saltati
». Due le azioni avviate: un esposto alla Commissione Europea affinché apra una procedura di infrazione contro l'Italia per aver introdotto l'illegale strumento del voucher come unica forma di rimborso, e una azione collettiva contro gli organizzatori di eventi da parte degli spettatori che hanno acquistato i biglietti per spettacoli annullati. Chi non potrà partecipare agli eventie perché cancellati potrà scaricare sul sito dell'Associazione il modulo di diffida da inviare per ottenere il rimborso in denaro», fa sapere il Codacons, che è «disponibile anche a dare informazioni» su come compilare il documento.

Ultimo aggiornamento: 25 Maggio, 12:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA