Ludovica Nasti, Lila diventa cantante: «Canto l'amica geniale e i bulli da denunciare»

Martedì 11 Febbraio 2020 di Federico Vacalebre
Si intitola «Qualcosa di geniale» il singolo di debutto di Ludovica Nasti, la piccola Lila della serie tv tratta dalla saga ferrantiana dell'Amica geniale, appena ripartita su Raiuno. La vocina è quella tenera di una bambina di 13 anni e mezzo e il brano è adatto a lei, non a caso porta la firma di Ornella Della Libera, la poliziotta scrittrice, e Gino Magurno, già autore per Loredana Bertè e Pietra Montecorvino. I due, insieme con Edoardo Bennato, avevano firmato «Lo stelliere», canzone vincitrice dello Zecchino d'oro 2002.

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«Per me geniale è una parola speciale perché mi fa pensare alla mia amica del cuore», canticchia Ludovica, che azzarda anche qualche verso in napoletano, maneggiato meno bene dell'italiano: «Ornella è amica di famiglia, con Magurno ha voluto ascoltare la mia voce e mi ha proposto quest'avventura. Ho accettato subito, anche perché il brano aveva un messaggio importante, soprattutto per i miei coetanei»: Ludovica ha 13 anni e frequenta la terza media alla Pergolesi di Arco Felice, ma ha le idee chiarissime. «Chi trova un amico trova un tesoro: è proprio vero, io ne ho persino più di una, Alessia e Rebecca sono la mia Lenù, la mia ricchezza, con loro posso dividere tutto, non solo i giochi».

Tra un mese uscirà il secondo singolo digitale della Nasti, «Mamma non è niente», che affronta il problema del bullismo: «Mamma non è niente, non ti preoccupare/ è solo un po' di stanchezza/ o forse sono i sintomi dell'influenza/ o è solamente voglia di una tua carezza», rappa ingenua Ludovica, prima di trovare il coraggio di confessare alla madre che «quegli stronzi» non la lasciano in pace, che sta «vivendo in un inferno al punto di pensare che è meglio morire». Cantato da una bimba, il tema appena portato tra i Giovani di Sanremo da Marco Sentieri, esplode come la voce di dentro di un disagio generazionale: «Mamma perché ce l'hanno con me?». Poi, finalmente, l'unica parola possibile per uscire dal tunnel: «A-i-u-t-o». «Solo trovando il coraggio di chiedere aiuto si può spezzare la catena del bullismo, del cyberbullismo, ma anche di tutte le altre violenze che si possono abbattere su noi ragazzi che vorremmo veder fiorire la nostra adolescenza», spiega la Nasti. «Ho messo del mio anche in questo pezzo, mi è successo di raccogliere le confidenze di un'amichetta che mi ha raccontato di come era stata bullizzata alle scuole elementari, di come non riusciva a tirare fuori quanto successo nè in famiglia, nè in classe».
 

Ludovica intanto, studia, non ha perso terreno nei giorni di ciak («avevo il permesso della scuola e un professore privato per recuperare le lezioni saltate»), ma sogna di seguire le orme del suo mito personale, Sophia Loren, puteolana come lei: «Mi piacerebbe diventare davvero un'attrice. Sono entrata nel cast di Un posto al sole, tra poco mi vedrete al cinema in Rosa pietra stella di Marcello Sannino, ma ho girato anche due corti: Anna Frank di Mattia Mura e Fame di Giuseppe Alessio Nuzzo. Voglio provarci sul serio».  Ultimo aggiornamento: 11:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA