Avellino, c'è il Catanzaro: prima sfida
verità tra due aspiranti big

Giovedì 30 Settembre 2021
Avellino, c'è il Catanzaro: prima sfida verità tra due aspiranti big

Costruite per contrastare il Bari nella corsa alla vittoria diretta del campionato, Avellino e Catanzaro hanno finora dimostrato di saper, quasi esclusivamente, soltanto pareggiare. Appaiate in classifica a 7 punti, con l'effimera soddisfazione di non aver ancora perso una gara, le squadre allenate da Braglia e Calabro si sono per ben quattro volte su cinque spartite la posta in palio con gli avversari: i giallorossi hanno avuto la meglio solo alla prima giornata in casa contro la Virtus Francavilla; i biancoverdi hanno gioito soltanto domenica scorsa contro il Potenza. Una partenza completamente diversa da quella auspicata dalle rispettive società che in sede di mercato e di stipendi non hanno badato a spese pur di soddisfare le ambizioni di due tifoserie che negli ultimi decenni stanno vivendo più di ricordi che di presente.


Ecco perché, in maniera quasi inevitabile per quella che è la tradizione calcistica, sulla graticola sono finiti i due tecnici. Non a caso Antonio Calabro tra stasera al Partenio-Lombardi, fischio di inizio alle 21, e martedì prossimo, al Ceravolo contro la Fidelis Andria alle 14,30, si gioca la permanenza sullo scanno calabrese. Diversamente Piero Braglia, che stasera festeggia 800 panchine tra i professionisti (221 in serie B e 578 in serie C) dopo aver ritrovato un pizzico di serenità con i tre punti di domenica scorsa, spera di bissare il successo contro la squadra del suo passato per far spiccare finalmente il volo ad un Avellino che sarà incoraggiato da oltre 3300 tifosi, il massimo consentito in attesa dell'aumento della capienza al 75% del Partenio-Lombardi che scatterà dal prossimo 15 ottobre. Per l'allenatore di Grosseto, uomo bandiera e capitano dei giallorossi dal 1978 al 1984 collezionando 142 presenze tra A e B nonché tecnico degli stessi dal 2003 al 2004, per questo strano scherzo del destino non sarà una partita come le altre anche se avrà davvero poco tempo per pensare ai suoi trascorsi catanzaresi.


Privo di tutti gli esterni di ruolo finiti in infermeria per noie muscolari (Kanoute lamenta una elongazione; Micovschi rientrerà domenica a Viterbo e Di Gaudio soffre ancora di affaticamento agli adduttori), Braglia si è ritrovato a dover fare i conti pure con l'assenza forzata di Vincenzo Plescia a letto da ormai cinque giorni con la febbre. Con la coperta particolarmente corta, la società si è ieri mattina affrettata a smentire un litigio verbale tra il mister e il difensore Sbraga (non convocato da due turni) addossando la colpa delle parole di Braglia alla solita cattiva interpretazione di una parte della stampa. Il rientro dell'ex Arezzo offrirà almeno un'alternativa numerica all'allenatore dal momento che Scognamiglio non è ancora in condizione al pari di altri biancoverdi arrivati dal mercato estivo che stanno facendo fatica a ritagliarsi uno spazio tra i titolari.
Non a caso pure stasera l'undici di partenza potrebbe presentare solo due novità stagionali: Bove in difesa e Gagliano in attacco con quest'ultimo che resta in ballottaggio con Messina. In realtà sul versante mancino anche Mignanelli ha una flebile speranza di poter partire titolare concedendo a Tito la possibilità di subentrare nel corso del match. Trattandosi di un match delicato, che arriva a quattro giorni da quello vinto contro il Potenza e per giunta in formazione rimaneggiata, però, il tecnico appare intenzionato a non effettuare ulteriori esperimenti. Nel rispolverato e sempre affidabile 3-5-2, pertanto, molte scelte saranno anche dettate dalle assenze. È il caso, ad esempio, della linea difensiva da tracciare davanti a Forte che partirà da Silvestri passerà per Dossena e si concluderà con Bove. In pratica la stessa linea Maginot che da due giornate ha contribuito a mantenere inviolata la porta dell'ex Carrarese. Salvo sorprese ricalcherà addirittura l'assetto dello scorso anno il centrocampo dove Ciancio e Tito agiranno come sempre da stantuffi ai lati del trio composto da Carriero, Aloi e D'Angelo. In attacco, invece, dopo cinque giornate a secco (che salgono a sette nel conteggio delle due sfide di coppa Italia) Maniero, Gagliano e Messina andranno nuovamente a caccia del primo sigillo stagionale. Con Plescia messo fuorigioco dalla febbre, il veterano Maniero proverà a restare fino all'ultimo della contesa anche perché il passaggio del testimone, indipendentemente da chi partirà dall'inizio, è stato già programmato tra i due giovani attaccanti chiamati a travestirsi, per esigenze tattiche, da seconde punte.
 

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