Avellino, Capuano: quarantena on line
e contatti via smartphone con i giocatori

Venerdì 20 Marzo 2020 di Marco Ingino
La sua quarantena è più mediatica che mai. Costretto a restarsene lontano dal campo di allenamento, Eziolino Capuano trascorre le giornate con in mano tablet, telefonino e telecomando. La sua azione è costante, incisiva e a volte, come lui stesso ha ammesso nel corso di una video intervista diffusa ieri pomeriggio dal canale social della società, persino martellante: Il mestiere di allenatore - ha detto- lo puoi fare solo se hai una vocazione simile a quella dei preti. Ecco perché non mi pesa trascorrere la maggior parte delle ore a lavorare per il mio Avellino. Ogni tanto stacco per vedere qualche film, ma la maggior parte della giornata scorre via tra video chiamate con i calciatori, che controllo ai distanza provando a vedere come si allenano e dare dei consigli soprattutto alimentari, ma anche la visione di partite delle squadre che dovremo affrontare. Costante, comunque, è anche il contatto con Di Somma, con il quale mi sento quattro volte al giorno, e la società che in questa fase è la cosa che mi fa essere davvero ottimista. A tal proposito, facendo la premessa di non aver mai adulato nessuno, Capuano si è soffermato sulle prospettive che il gruppo D'Agostino potrà aprire davanti all'Avellino: Fin dai primi giorni - ha detto- ho intuito che con la nuova proprietà l'Avellino è tra le società più forti d'Italia, non per capacità economica ma per come si sta strutturando, simile alle altre grandi aziende del gruppo. Adesso confesso che è tutto più semplice anche perché qualsiasi decisione viene presa in team e si guarda in prospettiva. Nel frattempo, però, c'è l'emergenza coronavirus e il presente di una squadra in quarantena da gestire: Partiamo dall'emergenza e dall'invito a stare a casa - ha sottolineato Capuano - anche perché questo verme, io non lo chiamo virus, lo dobbiamo sconfiggere al più presto per tornare tutti insieme al Partenio-Lombardi. Oggi il mio pensiero principale va soprattutto alla popolazione di Ariano Irpino, che sta soffrendo più di tutte e che dobbiamo sostenere. Per questo ho sposato subito l'iniziativa della Curva Sud che per me resta l'espressione più notevole dell'amore che si prova verso la propria terra, a prescindere dal calcio. Spesso le Curve vengono viste come un posto di facinorosi, invece l'amore illimitato che i tifosi provano per la propria squadra ad Avellino si trasforma in sentimenti altissimi che vanno oltre il calcio. In codesto momento la Curva dell'Avellino ha dimostrato il sentimento più alto che ci possa essere nella lotta contro questo virus avviando una raccolta per il Moscati. Nella mia Pescopagano mi sono recato in banca volentieri, ho fatto il mio versamento, donando il mio piccolo contributo col cuore. Cosa che faranno anche i miei giocatori che in questa fase, ma non ne avevo bisogno, sto apprezzando soprattutto come uomini. Non a caso, tracciando un primo bilancio della sua esperienza in Irpinia, Capuano ha lodato il grande sacrificio del gruppo: In una ipotetica classifica - ha fatto notare- stilata da quando sono arrivato nella partita contro il Bari ad oggi, il mio Avellino sarebbe settimo con una media di 1,50 punti a partita. Un trend da alti playoff per una squadra che era data in forte pericolo ma che oggi avrebbe gli stessi punti della Ternana e ha fatto registrare l'imbattibilità difensiva (364 minuti) seconda solo alla capolista Reggina. La solidità difensiva è migliorata ma faccio notare pure che abbiamo segnato il 30% dei gol su palla inattiva e, cosa più importante, nei primi 15 minuti abbiamo realizzato otto gol e nove negli ultimi 15 minuti. Questo significa che la nostra è una squadra che parte forte e, quando l'avversario cala fisicamente, l'Avellino sale sempre di più. Numeri importantissimi il cui merito va merito principalmente ai ragazzi e un pò a noi dello staff. Non è una auto celebrazione ma solo una verifica dei numeri, il resto è aria fritta. E' un motivo di orgoglio per Capuano, invece, la crescita esponenziale di alcuni under: All'inizio si parlava di Charpentier, poi è venuto fuori Parisi, Silvestri, Rossetti - ha fatto notare - ma adesso abbiamo anche Garofalo, prospetto importante e irpino, oltre che Rizzo. La crescita di questi ragazzi mi inorgoglisce più di tutto. Per me è la cosa più importante che, a prescindere dalla potenza della società, sono certo che ci farà togliere altre soddisfazioni. Nel mio bilancio personale posso dire che abbiamo disputato tante belle partite. Penso a quella contro la Paganese, ad esempio, ma soprattutto a quella di Monopoli che per intensità e tatticismo è stata fantastica. Quando riprenderemo me ne aspetto tante altre così. L'Avellino che non voglio rivedere, invece, è quello di Caserta. Quel giorno, davvero, al Pinto non ho visto la solita squadra di Capuano. Ultimo aggiornamento: 11:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA