Piccolo è bello, il progetto editoriale
e sociale di Alessia Bulgari

di Donatella Trotta

Da Napoli al mondo e ritorno. Con istantanee e ritratti che raccontano bambine e bambini di differenti latitudini nei loro molteplici aspetti, colti dalla sensibilità dello sguardo di chi scatta - con delicatezza - le fotografie: frammenti di visioni d’infanzia, attimi di gioco o di pensiero, a comporre un mosaico che suscita emozioni. E ricordi.


Si intitola «Little Ones», ovvero “I piccoli”, il progetto non soltanto artistico di Alessia Bulgari confluito in un volume, edito da Trolley Books di Londra con una prefazione dell’artista Marina Abramovi che, dopo la prima presentazione a Napoli nei giorni scorsi, approderà stasera (alle ore 19 all’Istituto italiano di Cultura di Londra, 39 Belgrave Square, Belgravia) e, l’11 aprile alle ore 18, a Roma, con una conferenza presso il MAXXI (Museo nazionale della arti del XXI secolo, in via Guido Reni 4/a). Tappe iniziali di un fitto tour internazionale di presentazioni e incontri che toccherà poi altre città: appuntamenti ulteriori che a Londra e Roma, intanto, saranno affiancati da una mostra a scopo di fundraising con le foto originali dell’autrice.


Si tratta di «bambini di tutte le età a cui non viene chiesto di mettersi in posa, a cui non viene chiesto di fare assolutamente nulla. Ogni immagine rappresenta un momento nel tempo. Solo quel preciso momento in cui le cose succedono, e nient’altro» scrive opportunamente Marina Abramović per connotare il percorso est-etico della Bulgari, globetrotter che dalla natìa Italia al Marocco, dall’India alle Barbados ha fissato in oltre quindici anni di viaggi intorno al mondo gli sguardi, i volti e i comportamenti dei cuccioli d’uomo. Con questa motivazione: «L’apertura dei bambini nei confronti del mondo mi ha sempre emozionato: non si pongono alcun problema rispetto al proprio ruolo, fanno quello che sentono e basta, vivono la dimensione dell’essere in tutta la sua. Davanti a loro noi adulti siamo obbligati a confrontarci con i nostri stessi limiti, con tutte quelle chiusure che i bambini, se liberi di vivere la loro naturale dimensione, non conoscono», commenta l’autrice, fotografa, presidente e co-fondatrice di Fondazione Pianoterra Onlus, nata a Roma nel dicembre 2013 dall’esperienza di lavoro dell’omonima Associazione Pianoterra, nata a Napoli nel 2008 per intervenire a sostegno di famiglie vulnerabili in contesti di fragilità sociale con un’attenzione particolare al legame tra madri e bambini.


Mission di Pianoterra, utilizzare cultura, musica e ogni forma d’arte come moltiplicatori di energie e di forze costruttive per migliorare la realtà: «La privazione e la deprivazione – spiegano - non lascia spazio all’immaginazione, alla progettazione, ma solo al contingente, alimentando un circolo vizioso che porta all’immobilità e alla rassegnazione. Spezzare questo circolo vizioso significa attivare una spirale virtuosa che alimenti la resilienza e la creatività».


Rientra in quest’ottica il progetto editoriale «Little Ones», scatti fotografici che l’autrice ha realizzato in siti e stagioni della vita molto diversi e distanti tra loro. A tenerli uniti un tema, quello dell’infanzia: una dimensione prismatica, emersa poco alla volta come soggetto dominante di una ricerca esistenziale, prima ancora che estetica. Dall’affettuosa collaborazione e confronto con Marina Abramović è nata infine l’idea di dare a questa ricerca inizialmente involontaria, poi delineata in un itinerario coerente di visioni la forma di un libro, connotato come un viaggio nello spazio, e nel tempo, in un’età in cui queste stesse nozioni assumono una dimensione altra. Tipica dell’alterità rappresentata dall’infanzia stessa.


Il ricavato infatti delle vendite di «Little Ones» sarà devoluto alle attività di Pianoterra, con interventi rivolti soprattutto alla coppia madre-bambino per la prevenzione in ambito di salute, educazione e sviluppo. In particolare, servirà a supportare 1000Giorni, un programma integrato di intervento precoce per donne in gravidanza, neomamme e bimbi molto piccoli in contesti di marginalità e povertà culturale. Realizzato da Pianoterra in collaborazione con ACP (l’Associazione Culturale Pediatri) l’iniziativa parte dal presupposto che migliorando le condizioni di partenza di una vita, ossia offrendo cura e supporto alle radici, è possibile prevenire molti problemi di salute e di sviluppo ed evitare che si trasmettano. Di generazione in generazione.
Martedì 14 Marzo 2017, 11:26 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2017 11:26
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