I legali della famiglia di Salvatore Giordano alla Procura: «Sindaco responsabile»

NAPOLI - Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris «non poteva non sapere» e dunque «non può essere esente da responsabilità per la morte del piccolo Salvatore Giordano», il 14/enne ucciso dal crollo di un cornicione dalla Galleria Umberto di Napoli il 5 luglio 2014. È la tesi contenuta nell'istanza presentata alla procura di Napoli dai legali dei familiari della vittima.

Nell'istanza si fa riferimento a tre interrogazioni presentate al sindaco, prima della tragedia, dal consigliere comunale Moretto che denunciavano i pericoli incombenti sui passanti per lo stato di degrado della Galleria. Il primo documento era stato presentato in Consiglio comunale un anno prima della tragedia, il 3 luglio 2013, quelli successivi, anch'essi rimasti inascoltati e senza risposta, portano le date del 28 febbraio 2014 e 3 marzo 2014.

I legali chiedono ai pm se, alla luce di quanto emerso con chiarezza dalle nuove ed ulteriori indagini, e con particolare riferimento alle interrogazioni di Moretto, «vogliano notificare al sindaco di Napoli avviso di chiusura delle indagini per aver cagionato per colpa, la morte del giovanissimo Salvatore Giordano». Dopo aver fatto ampi riferimenti alle prescrizioni in capo ai sindaci previste dal «pacchetto sicurezza» e ad altre rilevanti questioni, quali il ruolo del sindaco in funzione di garante della sicurezza urbana, gli avvocati ricordano ancora l'articolo 54 del testo unico degli enti locali, dove si specifica che il sindaco è pure competente «alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto».
Martedì 5 Gennaio 2016, 20:33 - Ultimo aggiornamento: 05-01-2016 20:43
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP