«Non palpeggiare e non picchiare le donne»: le guide illustrate per insegnare le regole di comportamento ai migranti

ARTICOLI CORRELATI
di Federica Macagnone

0
Ha lasciato il segno in tutta Europa la terrificante vigilia di Capodanno vissuta a Colonia, dove centinaia di uomini, in gran parte arabi e nordafricani si sono abbandonati nelle strade a molestie e violenze sessuali su tantissime donne. Un'ondata di violenza che ha fatto registrare  in simultanea episodi analoghi in Francia, Belgio, Svezia, Finlandia e che ha fatto scattare l'allarme rosso in diversi Paesi, dove ora stanno nascendo iniziative per inserire, tra le politiche d'accoglienza degli immigrati, corsi per un corretto comportamento sessuale nei confronti delle donne.
A Lucerna, in Svizzera, si stanno per distribuire volantini in previsione dei festeggiamenti per il Carnevale del mese prossimo, potenzialmente pericolosi nell'ottica delle violenze di gruppo. Si tratta di mini-guide di comportamento, destinate ai migranti, che ricalcano sostanzialmente quella già varata in Austria all'inizio di gennaio: 21 vignette sui temi della dignità umana, della libertà, della democrazia e del diritto, della parità di diritti tra uomini e donne e dei diritti dei bambini. Tutti concetti che in Occidente sono (o almeno dovrebbero essere) dati per acquisiti, ma che è necessario ricordare e spiegare a chi appartiene ad altre culture.
 
Il primo disegno mostra una marea di facce diverse che, raggruppate, formano la mappa dell'Austria. La didascalia recita: "Tutte le persone hanno uguali diritti. Ogni persona ha il diritto di essere trattata con rispetto. Nessuno ha il diritto di ledere la dignità oi diritti di un altro. Le differenze di sesso, età, istruzione, religione, origine o aspetto non hanno alcuna importanza". 
 
Via via, tutte le altre vignette toccano i temi fondamentali della convivenza civile e del rispetto reciproco. In una, che mostra un uomo colpire una donna, si legge: "La violenza in Austria è vietata. Anche all'interno della famiglia non ci può essere violenza".
Accanto alle immagini di una chiesa e di altri simboli religiosi c'è scritto "La religione è un fatto privato. Questo significa che tutti possono seguire la propria religione", ma si avverte anche, in un'altra vignetta, che lo Stato ha sempre la prevalenza sulla religione. 
E ancora, "Una donna decide da sola se e quando sposarsi. Una donna può anche vivere con un uomo senza sposarlo: così come ogni uomo è libero di scegliere la propria moglie o partner". E viene anche ricordato che le unioni tra persone dello stesso sesso sono consentite.  
Nella guida viene sottolineato come i bambini abbiano diritto a ricevere un'istruzione e come la violenza su di loro sia profondamente condannata, oltre che vietata.

Norvegia, lezioni di comportamento sessuale. Una ragazza in gonna corta e tacchi seduta con le gambe divaricate: è la foto simbolo utilizzata in Norvegia per insegnare agli immigrati che quell'immagine non significa che quella ragazza voglia fare sesso. Nel Paese è stata avviata una serie di lezioni di "comportamento sessuale appropriato" organizzati da Hero, che gestisce il 40 per cento dei centri di accoglienza del Paese. Sono rivolte agli adulti, per far capire agli allievi di sesso maschile, per lo più arabi e nordafricani, che gli abiti succinti non giustificano abusi e stupri. 
Linda Hagen, responsabile del corso, racconta che durante gli incontri con lei gli immigrati fanno spesso commenti del tipo "quella ragazza lo ha baciato, significa un invito a fare sesso" oppure "se accetta di venire a casa mia, vuol dire che è consenziente". Spiegare le differenze tra la cultura occidentale, per lei, è una vera sfida: tra pochi giorni condurrà una conferenza internazionale a Oslo per insegnare a rappresentanti di altri Paesi europei come impostare corsi simili nei loro Paesi. 
Durante le lezioni viene anche proiettato un video in cui due giovani si baciano durante una festa: quando la ragazza è ubriaca lui la porta al piano di sopra e si chiude a chiave in una stanza con lei, fino a diventare sempre più aggressivo sessualmente nonostante lei dia chiari segnali di resistenza. La clip si chiude con una scritta: "No vuol dire no".
«In Occidente - dice Linda Hagen - è molto comune abbracciarsi o ballare a stretto contatto senza che necessariamente questo debba portare a un rapporto sessuale: è quello che dobbiamo cercare di far capire a chi ha un'altra cultura. Tutti sono d'accordo che lo stupro è un reato e va condannato. Ma ci sono tante zone grigie, situazioni al limite che sono un po' difficili da afferrare. E il problema può presentarsi per chiunque di noi». 
La prossima settimana la signora Hagen condurrà una conferenza internazionale ad Oslo per insegnare altri europei come impostare classi simili nei loro paesi. 
 
La app sviluppata in Germania. "Vietato palpeggiare le donne", "non annullare le differenze con l’uso della violenza", "uomini e donne possono scegliere il proprio partner e la religione che professano", "tutti hanno gli stessi diritti, ma devono rispettare le leggi della Germania". Sono alcuni dei suggerimenti di Ankommen (in italiano: arrivo), l’applicazione creata dall’Ufficio federale tedesco per la migrazione e i rifugiati e dal Goethe Institut per facilitare l’integrazione di chi entra in Germania, dove nel 2015 sono arrivati 1,1 milioni di rifugiati provenienti da Eritrea, Iraq, Siria e Afghanistan. Lo strumento, sviluppato coinvolgendo diverse associazioni culturali, è disponibile in diverse lingue e contiene una guida per la richiesta di asilo in Germania. Inoltre ha un piccolo dizionario con espressioni tedesche e una sezione con leggi, principi e valori tedeschi. 
"In Germania, quando due persone si salutano e si danno il buongiorno, si guardano negli occhi" si legge su Ankommen. Molte vignette presenti nell’applicazione spiegano soprattutto il concetto di uguaglianza di genere. "Minigonne, tacchi e trucco fanno parte della moda - si legge ancora - Non dicono nulla sulla disponibilità sessuale delle donne e non devono essere interpretati come un invito agli uomini".
La app offre inoltre un corso di base di tedesco e informazioni sull’obbligo di dare un’istruzione ai figli e sul funzionamento del sistema sanitario: "I medici sono obbligati per legge al segreto professionale".
Lunedì 25 Gennaio 2016, 18:49
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP