Raggi: «Marra un errore, ora capitolo chiuso. Appendino? In Italia c'è Mafia Capitale, non Mafia Sabauda»

Raggi: «Marra un errore, ora capitolo chiuso. Appendino? In Italia c'è Mafia Capitale, non Mafia Sabauda»
Governare Roma «non lo definirei un peso ma un onore, certo è una città difficile, ci sono responsabilità, le conoscevamo prima di candidarci e siamo...

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Governare Roma «non lo definirei un peso ma un onore, certo è una città difficile, ci sono responsabilità, le conoscevamo prima di candidarci e siamo pronti a farcene carico come stiamo già facendo». Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi intervistata a "di Martedì" su La7. «La città sta cambiando ma quando si costruisce si deve fare la buca, scavare, costruire le fondamenta. Gli operai sono a lavoro a costruire solide fondamenta», ha aggiunto.


«La macchina amministrativa è uscita fuori da Mafia Capitale a pezzi, quindi noi tutti insieme ci stiamo facendo carico di ricostruire la macchina. Quando è ricostruita possiamo iniziare a guidare», ha detto il sindaco, «Se una persona è capace o meno lo si può dire solo se si trova su una macchina pronta a partire» ha aggiunto sottolineando che «nel M5S a Roma divisioni non ce ne sono ma c'è dibattito, questo sì».

Raggi ha quindi risposto a una domanda su Raffaele Marra, l'ex responsabile del Dipartimento del Personale in Campidoglio arrestato: «Marra è stato un errore ma ora è un capitolo chiuso. Sono entrata in amministrazione uscita da Mafia Capitale dove un dirigente su quattro è indagato, Marra aveva un curriculum di tutto rispetto: gli ho dato fiducia e ho commesso un grave errore valutazione, oggi non lo rifarei - ha precisato Raggi - ma ora è un capitolo chiuso e abbiamo sottoposto a verifica tutti gli atti». E sulla nomina del fratello di Marra al dipartimento Turismo, ora ritirata, Raggi ha spiegato: tutti sapevamo che era il fratello di Marra, la nomina è stata decisa da assessori e consiglieri poi dopo le osservazioni dell'Anac l'abbiamo sottoposta a verifiche e deciso
».

«In caso di avviso di garanzia la posizione è sempre la stessa: si leggono e si valuta cosa fare», ha detto quindi la Raggi, rispondendo a una domanda su cosa farà nel caso le arrivi un avviso di garanzia. «Per tutte le ferie di Natale sui giornali c'è stato il terrorismo su questo - ha aggiunto - per quanto mi risulta non sono indagata. sono serena. Se arriverà? Vedrò».

Poi, in merito alla classifica di gradimento dei sindaci italiani, che vede Appendino al primo posto e la Raggi al penultimo, la prima cittadina di Roma ha risposto: «Appendino? Ognuno deve fare il sindaco della propria città, è brava. In Italia c'è Mafia Capitale, non Mafia Sabauda, dunque è ovvio che io mi debba opporre alla macchina, è una situazione diversa».


«Io rivoterei la sindaca Raggi e soprattutto le darei la possibilità del tempo, possibilità che è stata data a tutti gli altri sindaci», ha detto Raggi. Circa le grandi opere, ovvero Stadio della Roma, l'area dell'ex Fiera e il prolungamento della Metro C, il sindaco ha sottolineato che l'alternativa non è tra
«fare o non fare, tra opere o immobilismo: c'è una terza via che è quella di fare opere necessarie». «Le amministrazioni precedenti hanno fatto grandi opere che hanno poi gravato sulla comunità con debiti, ora abbiamo bisogno di opere necessarie tipo la manutenzione stradale». Leggi l'articolo completo su
Il Mattino