Avellino, muore al Moscati a 41 anni
dopo due operazioni

Mercoledì 29 Luglio 2020 di Alessandra Montalbetti

Un intervento chirurgico per l'asportazione di un fibroma, poi le complicanze inaspettate, fino alla morte. Michela Ambrosone, 41enne residente a Mirabella, è deceduta nel reparto di rianimazione dell'ospedale Moscati di Avellino. Nove gli indagati tra medici ed infermieri del nosocomio avellinese dove la donna era ricoverata e dove ha subito ben due interventi chirurgici.

E infatti, sono stati iscritti nel registro degli indagati per la sua morte, i medici e alcuni infermieri del reparto di Ginecologia, accusati di omicidio colposo. La donna originaria di Sturno - poi sposatasi con un uomo di Mirabella Eclano, dove vivevano insieme dopo il matrimonio - è deceduta dopo aver subito un secondo intervento chirurgico per far fronte ad uno shock settico subito dopo la prima operazione. Ma Michela dopo il secondo intervento non ha più ripreso conoscenza ed è morta la sera del 18 luglio scorso. Solo dopo i familiari della donna hanno appresso che era entrata in coma senza più riprendersi. La morte è sopraggiunta per un arresto cardiocircolatorio dopo esser stata trasferita nel reparto di rianimazione. La salma, dopo che i medici hanno constatato il decesso, è stata affidata ai familiari e il 20 luglio scorso sono stati celebrati i funerali per la 41enne, nella chiesa Madre di Mirabella Eclano. Ma successivamente la famiglia della donna ha provveduto a sporgere denuncia, chiedendo alla magistratura di accertare eventuali responsabilità per la morte della giovane. Immediatamente è stato disposto il sequestro della cartella clinica della donna. Primo atto eseguito dai carabinieri della stazione di Gesualdo dopo che i familiari hanno presentato denuncia.

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Subito è stata aperta un'inchiesta dalla procura di Avellino, per far luce su quello che secondo i familiari della 41enne costituisce un caso di malasanità. Ed è proprio a seguito della denuncia presentata dai familiari della 41enne che il pubblico ministero Vincenzo Toscano ha ritenuto di disporre ulteriori accertamenti per verificare se a causare il decesso della giovane sia stata o meno negligenza o imperizia dei sanitari che l'hanno avuto in cura. Le ulteriori indagini dovranno chiarire le cause della morte ed eventuali responsabilità da imputare ai sanitari del presidio ospedaliero di contrada Amoretta. Per questo motivo il sostituto procuratore ha anche disposto che venga effettuata la riesumazione della salma della giovane. Riesumazione del corpo di Michela - tumulata nel cimitero del suo paese d'origine - prevista per domani, per eseguire l'esame autoptico. A tal fine la Procura di Avellino ha provveduto anche a nominare un medico legale, che dovrà stabilire con certezza quali siano state le cause che hanno portato al decesso della giovane donna e se vi siano eventuali responsabilità dei sanitari del nosocomio avellinese. Solo dopo l'accertamento irripetibile - al quale potranno partecipare anche i consulenti nominati dagli indagati - e le conclusioni medico legali, che non saranno note prima di 60 giorni, verranno stabilite con certezza le cause della morte ed eventuali errori commessi nel corso dei due interventi chirurgici a cui la 41enne è stata sottoposta.

La morte della donna, molto conosciuta e benvoluta, sia nella comunità di Mirabella Eclano, dove attualmente viveva, che in quella di Sturno, di cui era originaria, ha lasciato sgomenti familiari ed amici. Dolore che corre anche sui social network, dove in tanti hanno voluto ricordare Michela, una giovane piena di vita, semplice e molto legata alla famiglia. Intanto domenica 2 agosto, nell'Aia delle tre Masserie in Frigento, al termine della messa di ringraziamento per il buon raccolto, la donna verrà ricordata da amici e parenti.

Ultimo aggiornamento: 18:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA