Nei guai legale: intascava
i rimborsi Enel dei clienti

Venerdì 9 Agosto 2019 di Paola De Stasio
Ci sono decine e decine di persone nella Valle del Sele che avevano chiesto ed ottenuto dall'Enel un risarcimento per il black out elettrico del 2003 e neanche lo sapevano. Assegni da 1500 euro che però erano finiti nelle tasche dell'avvocato che firmava gli esposti (in realtà vinceva anche le cause) al posto i ignari assistiti. A far partire i ricorsi utilizzando i loro nominativi ed incassando anche le somme è stato un sedicente avvocato del salernitano. Il legale ha lasciato l'Italia, pare si sia trasferito in Svizzera, nel Ticino. Dove probabilmente dovrà trovare una nuova strada dato che il servizio elettrico dovrebbe essere meno scadente di quello italiano.

 

Gli inconsapevoli truffati hanno scoperto tutti i retroscena di questa storia solo negli ultimi mesi, quando si sono visti recapitare dall'Enel le lettere che intimavano la restituzione della somma risarcita, in quanto non dovuta, dal momento che c'è stata di recente una sentenza a favore dell'ente elettrico nazionale che di fatto annulla i risarcimenti.
Una vicenda assurda, grottesca, paradossale, diciamo pure kafkiana. I carabinieri della compagnia di Montella e della stazione di Calabritto insieme ai loro colleghi del salernitano stanno facendo luce su questa storia. Negli ultimi mesi una decina di persone di Calabritto si è recata a denunciare la situazione. Gente che ha dichiarato di non aver mai inoltrato ricorso all'Enel e di non aver mai ottenuto il risarcimento.
In realtà l'Enel in seguito ai ricorsi alcuni anni fa ha provveduto a liquidare i risarcimenti per il black out, circa 1500 euro ad ogni cittadino che aveva rifatto ricorso. Somme che secondo gli inquirenti avrebbe intascato l'avvocato.
Ma come su dice in questi casi: il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Se l'Enel non avesse avuto una sentenza a suo favore e non avesse richiesto indietro le somme elargite, questa truffa non sarebbe mai stata scoperta. L'avvocato, probabilmente, non avrebbe lasciato l'Italia per riparare sulle sponde del lago di Lugano. Ma tant'è, tutti i nodi vengono al pettine.
Il legale in questione pare avesse già vari precedenti per questa tipologia di reato. Insomma un filone che gli avrebbe consentito buoni incassi e a quanto pare finora anche impunità visto che è all'estero.
A seguito delle indagini è scattato a suo carico il deferimento in stato di libertà da parte della Procura di Avellino, è accusato di truffa e falsità in atti.
Non si esclude che altre persone appena riceveranno le lettere da parte dell'Enel andranno in caserma a presentare nuove denunce.
Ricordiamo che sul fronte delle truffe l'attività da parte dei carabinieri e delle forze dell'Ordine in generale si è intensificata. Un'attenzione focalizzata, soprattutto, sugli anziani, vittime di truffe di ogni genere.
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