Il parroco della Ferrovia di Avellino:
«Non illudete chi vive qui»

di Antonello Plati

«Non illudiamo i residenti di Borgo Ferrovia: sono stati presi in giro già troppe volte». Don Luigi Di Blasi smorza i facili entusiasmi e chiede «per una volta» di passare dalle parole ai fatti. «L'idea di realizzare un museo nella stazione o la possibilità che gli studenti universitari possano abitare nel quartiere, sono entrambi degli ottimi propositi», dice il parroco. «Però avverte - basta con gli annunci: la gente è stanca. Quindi non alimentiamo aspirazioni se poi non c'è la reale volontà di coltivarle». Dal suo osservatorio privilegiato, don Luigi traccia un quadro a tinte fosche: «I problemi di Borgo Ferrovia sono tanti e irrisolti da troppo tempo: dalla bonifica dell'area dell'ex Isochimica all'assenza di servizi. I giovani, poi, non hanno spazi. C'è chi viene in oratorio, ma è chiaro che non può bastare. Adesso basta ribadisce il parroco chi ha la responsabilità di agire, lo faccia. Al più presto».

Un'accelerazione c'è stata proprio in questi giorni. Il Museo della Ferrovia alla stazione di Avellino potrebbe presto diventare realtà. Infatti, va in questa direzione la richiesta che la Soprintendenza all'Archeologia, belle arti e paesaggio ha inoltrato al Ministero per i Beni e le Attività culturali (Mibac) per apporre il vincolo di tutela sugli edifici e i manufatti presenti nello scalo avellinese.
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Domenica 10 Febbraio 2019, 14:00
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