Pronto soccorso di Avellino,
arrivano otto medici e 10 infermieri

Giovedì 28 Febbraio 2019 di Antonello Plati
Rafforzare l'organico con 18 assunzioni tra medici e infermieri. Assicurare maggiore sicurezza con 2 guardie giurate 24 ore su 24. E puntare sulle buone pratiche con il potenziamento della figura del Bed manager per decongestionare i flussi. È questa la cura ai mali del Pronto soccorso che il direttore generale del «Moscati» Angelo Percopo ha proposto ieri ai rappresentanti sindacali di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Fials, Fsi e Nursingup: tutti concordi nel sostenere l'iniziativa.
 
Siamo, dunque, al nero su bianco dopo le anticipazioni frammentarie e in alcuni casi pure contradditorie dei giorni scorsi che rincorrevano le ripetute aggressioni al personale 3 in meno di due settimane e che anziché placare gli animi hanno agitato ancora di più un ambiente già in fibrillazione. Secondo il piano di Percopo, saranno 10 gli infermieri assunti a tempo indeterminato, selezionati tra le liste di mobilità, che andranno a completare lo staff dei paramedici che al momento conta 26 infermieri e 12 operatori sociosanitari. In precedenza il direttore generale aveva annunciato 5 innesti. Modificata anche la delibera che prevedeva la selezione per 3 camici bianchi, adesso diventano 8 e saranno distribuiti tra il Pronto soccorso e la Medicina d'urgenza, i due reparti diretti da Antonino Maffei. Attualmente, i medici in servizio sono 14: una volta espletato l'iter burocratico diventeranno 22. Inoltre, più facoltà di indirizzo al Bed manager, una figura interna all'assetto organizzativo che garantisce l'appropriatezza dei ricoveri, nel tentativo di porre un freno al sovraffollamento del Pronto soccorso comunicando in tempo reale la disponibilità dei posti letto nelle unità operative. Il Bed manager sarà affiancato da due addetti che su disposizione della direzione sanitaria già trasmettono ogni giorno al Pronto soccorso le informazioni sulle dimissioni. Capitolo sicurezza. Da domani le guardie giurate in servizio passeranno da una a due in presidio permanente, 24 ore su 24. Una conferma di quanto comunicato dall'Azienda dopo l'ultima aggressione ai danni di una dottoressa contro la quale ha inveito con minacce e insulti il marito di una paziente in attesa da circa 24 ore di essere ricoverata nel reparto di Cardiologia. Quello dei vigilantes sarà un servizio sperimentale della durata di 3 mesi: infatti, considerati i costi elevati per coprire l'intero arco della giornata, in questo periodo sarà valutata l'effettiva utilità della doppia presenza delle guardie. Percopo ha anche assicurato che il responsabile del Rischio clinico, Vincenzo Arbucci, effettuerà un monitoraggio costante sugli eventi avversi e le anomalie di gestione relative al Pronto soccorso. E per frenare l'escalation di violenza che dall'inizio dell'anno sta interessando la città ospedaliera anche il direttore dell'area Tecnica, patrimonio e ingegneria clinica, Sergio Casarella, ha avanzato una proposta. «Oltre alle guardie giurate ha spiegato Casarella in un'intervista al Mattino il Pronto soccorso è provvisto di telecamere ad hoc, di vetri antisfondamento e di porte tagliafuoco: insomma gli standard sono rispettati. Ma per scongiurare spiacevoli episodi bisognerebbe intervenire sul processo di umanizzazione degli ambienti rendendo gli spazi esterni e interni comunicanti tra loro in modo da responsabilizzare l'utenza». A rendere ancora più tesa la situazione, il furto nella notte tra domenica e lunedì di 900 scatole di medicinali oncologici per un valore di circa 1 milione e 300mila euro. L'immensa struttura, 150mila metri quadrati, è videosorvegliata da 270 telecamere collegate a una centrale operativa. Eppure i malviventi hanno aggirato tutti i sistemi di allarme entrando in farmacia dalla finestra. Per questo presto saranno installate in tutti i locali dove sono custoditi materiali di valore, come macchinari, farmaci ma anche cartelle cliniche, delle grate e altri innovativi dispositivi di allarme. © RIPRODUZIONE RISERVATA