Truffa alla Tim con finte raccomandate,
avvocato irpino condannato a 15 mesi

Domenica 1 Dicembre 2019 di Pasquale Pallotta
Aveva architettato un meccanismo truffaldino ai danni della compagnia telefonica Tim, ma ad un avvocato di Cervinara è andata male e si è beccato una condanna ad un anno e tre mesi per falso. La condanna è stata emessa dal tribunale di Avellino, giudice Zarrella, a seguito di una dettagliata indagine svolta dalla Guardia di Finanza a seguito di una denuncia presentata dai legali della Tim.

L'avvocato di Cervinara, aveva presentato nel tempo una decina di richieste di risarcimento danni alla Tim davanti al Giudice di pace.

Nel fascicolo processuale l'avvocato inseriva, la relata di notifica, peccato però che si riferisse ad altri atti. Cosi induceva in errore il giudice e la Tim risultava sempre soccombente nel giudizio in quanto non si presentava mai alle udienze, in quanto non veniva messa a conoscenza che fosse stata avanzata una richiesta di risarcimento. Il meccanismo come detto è andato avanti per molto tempo e naturalmente l'avvocato otteneva il plauso dei propri clienti, anche perché la vittoria era assicurata. Il numero di ricorsi presentati con atti di citazione «seriali», ha insospettito gli avvocati della società, i quali presentavano tutti lo stesso contenuto: spese irrisorie di spedizione di bollette, e il rimborso del canone di abbonamento, con notevoli richieste di rimborsi per le spese legali. L'avvocato avrebbe avuto anche l'astuzia di far trascorre qualche mese tra una citazione e l'altra proprio per evitare sospetti. Tutte queste sentenze sfavorevoli per mancata costituzione, hanno dato il via ad una serie di accertamenti interni da parte del colosso telefonico. Infatti, ogni atto che arriva, viene registrato con penna ottica e poi smistato ai vari uffici e agli avvocati esterni. Ma non è stata trovata alcuna traccia delle notifiche che avrebbe dovuto fare il legale cervinarese.

E cosi è stata presentata una denuncia alla Guardia di Finanza di Avellino che ha avviato le indagini, effettuando anche i riscontri presso gli uffici del giudice di pace di Cervinara e al tribunale di Avellino ed è emerso che il legale allegava relate di notifiche riguardanti altri atti ma non attinenti al procedimento in questione. In tal modo anche il giudice veniva tratto in inganno, anche perché il fascicolo era completo e perfetto in ogni sua parte. Una vicenda che ha destato sconcerto a Cervinara, terra che ha dato i natali ad illustri principi del foro e che può vantare tutt'oggi una classe forense di prim'ordine e che svolgono la professione seguendo il Codice Deontologico Forense che stabilisce le norme di comportamento che l'avvocato è tenuto ad osservare in via generale e, nei suoi rapporti con il cliente, con la controparte, con altri avvocati e con altri professionisti.

Purtroppo non sempre è cosi. Ci è stato confermato che non solo Telecom Italia, ma anche altre compagnie telefoniche sono alle prese quotidianamente con subdoli tentativi di truffe, sempre con metodi seriali. Una volta individuato il filone giusto, si cominciano a presentare false richieste di risarcimenti danni, magari con persone compiacenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA