Furti d'acqua nell'Alto Calore:
scoperti i «furbetti» del contatore

Mercoledì 20 Febbraio 2019 di Alessandro Calabrese
Blitz dell'Alto Calore, il primo annunciato dalla società contro i furbetti, negli alloggi popolari di Atripalda, in provincia di Avellino, dove ben otto sono risultati gli utenti irregolari per i quali si è proceduto al distacco e alla conseguente denuncia. In tutti i casi rilevati gli appartamenti sono risultati collegati alla rete idrica attraverso semplici flessibili. Tubi, in pratica, privi dei canonici misuratori ma sistemati accanto ai normali contatori dell'acqua installati dall'azienda per ogni unità abitativa. Il sopralluogo da parte di tecnici e letturisti dell'Acs è scattato ieri mattina. La prima squadra, accompagnata da una pattuglia dei carabinieri è entrata in azione in alcuni edifici del quartiere ed è stata seguita a ruota da un secondo team. Proprio durante i controlli, il personale dell'Alto Calore è riuscito a individuare gli allacci abusivi segnalati ma anche altre situazioni anomale che saranno oggetto di approfondimenti. I militari hanno sequestrato i tubi flessibili. Naturalmente, ora, 8 famiglie sono rimaste senza acqua. A queste gli addetti dell'Alto Calore hanno spiegato come fare per mettersi in regola immediatamente e poter avere di nuovo l'allaccio alla rete idrica in pochissimo tempo. La procedura prevede di rivolgersi agli uffici preposti, portare l'atto di assegnazione dell'alloggio popolare, un documento di riconoscimento e una marca da bollo da 16 euro. Un iter che, eccezionalmente per queste situazioni, porterà alla stipula del contratto e all'installazione del misuratore in un solo giorno. Naturalmente, l'azienda ribadisce che a fronte di appurate difficoltà economiche, sono previste anche agevolazioni per chi regolarizzerà la propria posizione.
 
Le verifiche avviate nel quartiere popolare di Atripalda, comunque, proseguiranno anche nei prossimi giorni. In seguito alle indagini preliminari, infatti, sono stati già scoperti altri utenti abusivi che non pagano il servizio di cui usufruiscono. In tutto dovrebbero essere una ventina. Nei loro confronti, dunque, presto scatteranno gli stessi provvedimenti al fine di sanare queste sacche di abusivismo diffuso. Situazioni presenti anche in quartieri popolari di Avellino, come contrada Quattrograne Ovest e Valle. Come pure in tanti comuni della provincia. L'obiettivo dichiarato dell'Alto Calore resta quello di combattere la piaga delle «utenze selvagge», agendo anche nei confronti dei morosi impenitenti che continuano a non saldare le bollette. L'operazione, che durerà 6 mesi, vuole innanzitutto portare nella casse della spa che gestisce il servizio idrico in Irpinia e parte del Sannio, dove sono previsti dei controlli, le risorse di cui è stata privata finora per l'assenza di controlli specifici. D'altra parte, regolarizzare le posizioni degli utenti significa garantire all'azienda entrate durature che insieme al recupero crediti potranno dare un'ulteriore boccata d'ossigeno alla sua crisi che fa registrare un deficit di circa 140 milioni.
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