Mobilitato il Triggio:
«tassa» anti-vandali

di Paolo Bocchino

Secchi, ramazze e tanta buona volontà. I risultati soddisfano l'orgoglio ma c'è il rischio che, in capo a qualche giorno, torni tutto come prima, nel degrado. I cittadini del comitato Trivium hanno completato nelle scorse ore la pulizia di Calata Olivella, tra i luoghi storici più significativi della città. Basterebbe l'antico selciato di epoca romana a giustificare una tutela più accurata della suggestiva gradinata che invece continua a figurare nella lista dei beni misconosciuti. E con essa più in generale l'intero rione bimillenario che ospita capisaldi del patrimonio monumentale beneventano come Teatro Romano, Arco del Sacramento, Terme di San Cristiano, l'abbazia dei santi Lupolo e Zosimo (cimitero dei morticelli) e molto altro ancora. L'impegno civico dunque non manca ma occorre una strategia di lungo periodo perché il seme gettato al Triggio non finisca soffocato.

L'ATTIVITÀ
«La nostra attività in questi primi tre mesi di vita del comitato - spiega il presidente Giuseppe Fusco - ha avuto il duplice obiettivo di promuovere attività culturali nel quartiere e ristabilirne il decoro. Manifestazioni come Romanticamente insieme, La gran via in bici, la prossima Città in fiore, e la pulizia delle strade con la creazione di aiuole ha riportato il sorriso tra gli abitanti del rione. L'idea è quella di creare un quartiere salotto nel quale residenti e turisti possano restare inebriati dal fascino dei luoghi e dal profumo dei fiori. Abbiamo inoltre costituito un team teso allo sviluppo economico del quartiere che porterà nel giro di qualche mese all'insediamento di bed and breakfast e ristoranti e alla ristrutturazione di diverse unità immobiliari diroccate».

L'APPELLO
Un quadro idilliaco ma la realtà non è solo storia e giardini: «Quanto si sta facendo, anche con l'aiuto di qualche amministratore comunale e dello stesso sindaco, non è tuttavia sufficiente - denuncia Fusco - in quanto il progetto Triggio dovrebbe scaturire da una concertazione tra le diverse istituzioni e il nostro comitato tesa a realizzare opere che non sono di grande impegno economico ma decisamente necessarie. Assolutamente prioritario è incrementare l'illuminazione delle strade del quartiere, soprattutto in alcune zone d'ombra spesso utilizzate come discarica che il comitato periodicamente e silenziosamente provvede a ripulire. Chiediamo poi l'installazione di telecamere a partire da Calata Olivella che possano servire da deterrente a sversamenti e condotte illecite d'ogni genere. Si cominci riattivando quella già esistente in piazza Ponzio Telesino che da tempo non è in funzione. Presìdi fondamentali se non vogliamo arrenderci al degrado e alla inciviltà. Se il Comune non dovesse avere la disponibilità economica siamo disposti anche ad autotassarci purché ci vengano rilasciate le necessarie autorizzazioni».

L'ENTE
Sul punto arriva la replica dell'assessore delegato al Decoro urbano Luigi De Nigris: «La problematica è senz'altro fondata e non ci sfugge. Il presidio delle aree cittadine con sistemi di videosorveglianza rientra, non a caso, nei sette punti che formano il programma di azione per il decoro urbano che abbiamo già varato in Giunta. Sulle telecamere stiamo lavorando a un apposito regolamento che delinei con esattezza il quadro delle esigenze e disciplini i termini di utilizzo e accesso ai dati. Vogliamo evitare misure spot che finirebbero per non dare i risultati sperati. I tempi per l'adozione del documento sono comunque ristretti. Prima dell'estate avremo sicuramente il regolamento».
Domenica 12 Maggio 2019, 15:39
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