Nasce l'alta velocità della fede
da Assisi a Pietrelcina

Domenica 31 Marzo 2019 di Nico De Vincentiis
Ogni anno scompare nel Sannio un piccolo paese di 1.600 abitanti. Tante le persone che in media abbandonano la provincia nel saldo statistico del 365mo giorno. Chi lascia non torna indietro, e gli anziani, nonostante la capacità che hanno di vivere a lungo (almeno quelli di una certa generazione), prima o poi accoglieranno serenamente la notizia che è prevista anche la loro morte.

La desertificazione, la denatalità e l'invecchiamento della popolazione sono temi salienti, mai così attuali, da affrontare con responsabilità e visione strategica. Si scopre che le prospettive di ripopolamento dei territori interni della provincia, con l'orizzonte fissato al 2036, sono legate quasi esclusivamente alla conclusione dei lavori per l'alta capacità ferroviaria. Lo stabilisce lo studio affidato alle sette università della Campania, capofila Unisannio, che fa capo al «tavolo» creato dalla Regione per accompagnare il programma di velocizzazione dei collegamenti ferroviari tra Puglia, Campania e Lazio.
 
Una strada della speranza che nel Sannio è percorsa ad alta velocità ma anche a lentezza programmata, che a sua volta si trasforma in «alta velocità» della fede e della storia. Il modello di produttività applicato ai treni del futuro, che dovranno velocemente trasportare persone e merci, si coniuga perfettamente con quello della pazienza di accettare di percorrere i sentieri delle tradizioni locali, delle culture e dello spirito in chiave turistica e religiosa.

Per tornare al tema velocità, il delegato del presidente De Luca, chiamato a coordinare il tavolo tecnico, l'ex parlamentare Costantino Boffa, non esclude che gli effetti della trasformazione del sistema ferroviario possano anticipare di qualche anno la data immaginata per l'inversione di tendenza circa la crescita demografica del Sannio. Lo fa incrociando anche i dati e le prospettive dell'altro modello di interpretazione della mobilità in questo Paese. «L'alta capacità - dice - ci porterà inevitabilmente fuori dall'isolamento. Ma la rete delle ferrovie storiche che stiamo allestendo apre prospettive importanti per riannodare i territori e fare in modo che essi tornino attraenti e capaci di nuova economia».

E su questo fronte la notizia è che sono stati completati i lavori di riadattamento delle tratte coinvolte nel programma della Fondazione Ferrovie dello Stato, definito «Via Francigena su rotaie», che consentirà il transito lungo le tratte dismesse e poi recuperate dei convogli della «slow mobility». Il presidente Luigi Cantamessa ha annunciato, congiuntamente a Costantino Boffa, la conclusione dei lavori per creare le necessarie condizioni di partenza. Via dunque all'organizzazione del progetto che punta al collegamento Assisi-Pietrelcina con uno o più viaggi. Prima corsa sperimentale a luglio. Decisivo è stato il completamento della tratta Benevento-Bosco Redole nel Molise che consente ora di percorrere la dorsale transappenninica. Per i pellegrini vorrà dire il collegamento tanto auspicato tra la città di san Francesco e quella di san Pio. Saranno utilizzate: la linea San Sepolcro-Assisi-Sulmona; Sulmona-Carpinone; Napoli-Caserta-Benevento; Salerno-Avellino-Benevento; Benevento-Pietrelcina-Bosco Redole; Avellino-Rocchetta Sant'Antonio; Rocchetta Sant'Antonio-Taranto-Brindisi-Lecce. Interessate al percorso sei regioni (Umbria, Marche, Campania, Molise, Basilicata e Puglia) ricche di testimonianze spirituali, artistiche, paesaggistiche ed enogastronomiche. Fino ad oggi nel Sannio il treno storico, con partenze da Napoli e Salerno (salite intermedie Caserta e Avellino), ha fatto rivivere le stazioni di Benevento Arco Traiano, Pietrelcina, Fragneto Monforte, Campolattaro, Pontelandolfo, Morcone e Santa Croce del Sannio.

Riaperti 50 chilometri dell'intera tratta dismessa, pronti già altri 16 che completano così l'arco Sannio-Molise con Sepino, San Giuliano del Sannio e appunto Bosco Redole. Al ogni sosta del treno si collegano particolari eventi o realtà da visitare. In questo 2019 vi saranno soste naturalmente nelle «stazioni» del tratto che interessa il Sannio «capitale europea del vino». © RIPRODUZIONE RISERVATA