Maria Pirro
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Maria Pirro

L'estate ai tempi del Covid-19, dai rischi in vacanza al vaccino I Domande e risposte

Lunedì 3 Agosto 2020
Nell'estate del Coronavirus si parte da quello che in questi mesi abbiamo imparato per viaggiare in sicurezza senza rinunciare alle vacanze e a stare insieme, allontanare i dubbi e quindi i rischi di contagio. A spiegarlo è Giovanni Maga, virologo e direttore dell'Istituto di genetica molecolare Cnr Igm, impegnato a sviluppare molecole in grado di spegnere l'infezione.
Cosa sappiamo in più sul Covid-19 rispetto all'inizio dell'epidemia?
«Innanzitutto, abbiamo letto il suo genoma e siamo stati in grado di tracciarne l'evoluzione. Non solo oggi sappiamo con una buona sicurezza che ormai dai pipistrelli questo virus è passato probabilmente dal pangolino, e si è ulteriormente modificato, diventando capace di infettare uomo: la cosa più importante è aver visto come si è trasformato durante la pandemia».
Il virus è mutato parecchie volte? Ora è lo stesso in circolazione nel mondo?
«A oggi distinguiamo poche diverse varianti del tutto identiche rispetto alla capacità di causare la malattia: ciò significa che un vaccino quasi certamente potrà essere efficace in tutti i Paesi. Stiamo imparando, inoltre, come il nostro sistema immunitario reagisce al virus e oggi sappiamo che la maggior parte delle persone che si infettano saranno protette per sei mesi, forse un anno, quindi una vaccinazione potrebbe consentire di coprire i più fragili per tutta la stagione più pericolosa, di solito quella inverale. In più anticorpi già individuati, che si possono preparare in laboratorio, possono essere una nostra ulteriore arma per accelerare la guarigione».
Qual è la situazione in Italia?
«Per descriverla, bisogna considerare due fattori: uno consiste nella circolazione endemica del virus a livelli molto attenuati; l'altro dipende dagli arrivi da altri Paesi. I casi sono comunque pochi, concentrati in focolai ben definiti e controllati, anche se siamo immersi nel contesto internazionale e nel resto del mondo l'epidemia è molto attiva».
Ci sono posti da evitare? Anche per le vacanze?
«Stati Uniti, America Latina e Paesi dell'Est: dobbiamo evitare queste mete perché hanno un alto numero di contagi o dati non chiari. Ma, anche all'estero, possiamo andare in vacanza tranquillamente, senza ansia ma rispettando le regole».
Le precauzioni adottate finora possono bastare? 
«Distanziamento almeno di un metro tra persone, mascherine, attenzione all'igiene personale, innanzitutto lavando spesso le mani».
Potrebbe esserci un nuovo lockdown?
«Al momento penso di no. Ipoteticamente se aumentano i contagi sì, anche prima di ottobre».
A che punto è la ricerca del vaccino?
«Ci sono due sperimentazioni in fase 3, l'ultima che potrebbe portare all'approvazione per utilizzare il farmaco messo a punto ma non prima di fine anno. I risultati preliminari sono incoraggianti e non sembrano indicarli effetti collaterali diversi rispetto a quelli rilevati per il vaccino influenzale». Ultimo aggiornamento: 22:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA