Maria Pirro

Quelle medaglie agli eroi di tutti i giorni

di Maria Pirro
La Punto è parcheggiata sotto casa. Non quella dei leggendari 150mila chilometri percorsi con la neve o sotto il sole che toglie il respiro, ogni domenica da 27 anni, puntuale, attesa nelle piazze trasformate in ambulatorio di necessità per la prevenzione del tumore al seno in Campania. «Ne ho presa una nuova per caricare lettino portatile, pc e stampante», sorride Bettina Basso, 77 anni di Battipagia, insignita di una delle 30 onorificenze al merito della Repubblica dal presidente Sergio Mattarella.

È lei a dare un volto agli eroi di tutti i giorni. Ex ispettrice per le cooperative, segretaria in ospedale, dagli anni Settanta al lavoro nella fabbrica dello zio a Battipaglia fino alla diagnosi di cancro, nel 1991. «Arrivata con 4 anni di ritardo, nonostante un parente medico e i controlli. Una volta guarita, ho deciso di aiutare gli altri a combattere questa terribile malattia», spiega. Basso lo fa con l'Associazione meridionale donne operate al seno, di cui è presidente. «Ancora il 90 per cento delle signore che esegue lo screening in piazza non ha mai fatto né una mammografia né una ecografia», sottolinea. E, per il suo impegno solidale e quotidiano, al Quirinale il suo nome è nell'elenco degli italiani che si sono distinti. Dei trenta, quattro sono campani. La volontaria, una poliziotta, due vigili del fuoco. Ognuno con la una storia esemplare da raccontare.

C'è Giuseppe Bove, 56 anni, istruttore del reparto cinofili a Benevento: è il vigile del fuoco che estrasse il piccolo-grande Ciro rimasto per 14 ore, tra il 21 e il 22 agosto, sotto le macerie del terremoto di Ischia. «Salvato scavando a mani nude», il suo racconto. Assieme ai colleghi, «aggrappato alla voce dei fratellini. È stata una gioia indescrivibile poterli riabbracciare». La casertana Teresa di Francesco è un'altra protagonista dei soccorsi a Ischia: unica donna nell'Usar, la squadra dei vigili specializzata nei salvataggi, già in prima linea in occasione della terribile frana di Rigopiano. «Il mio lavoro l'ho sempre fatto con passione. Ancora non ci credo per dirla tutta», si schermisce, per poi sottolineare: «Questa non è un'onorificenza mia, personale, ma di tutto il Corpo». Annuisce Francesca Romana Capaldo, appena indicata come cavaliere dell'ordine al merito della Repubblica. Napoletana di 41 anni, vicequestore aggiunto del Servizio centrale operativo: con Roberta Rizzo, 56enne leccese, funzionario della Squadra Mobile della Questura di Rimini, la poliziotta è riuscita a far arrestare il branco che ad agosto stuprò una turista polacca e una trans peruviana a Rimini. «Due donne che, nonostante il terrore di rivivere quanto accaduto, hanno raccontato e ripercorso» quelle ore «dando a noi la forza, grazie alla loro energia, di andare avanti» nelle indagini. Poi, Capaldo sottolinea l'impegno quotidiano contro la violenza di genere: «Non solo attraverso la repressione». Un progetto è il camper della prevenzione.

In prima linea nell'assistenza ai più fragili, è anche Daniela Degiovanni, oncologa, 65 anni, un'istituzione a Casale Monferrato per le «vittime da amianto e le loro famiglie». Mentre Maria Di Vincenza Bussi, 66 anni, insegnante in pensione, è al lavoro per far ripartire le scuole di Amatrice e degli altri paesi del terremoto.

Gessica Notaro, 28 anni, 10 anni fa tra le concorrenti di Miss Italia, a gennaio 2017 è stata invece aggredita dall'ex compagno Eddy Tavares che le ha devastato il volto con l'acido. «Sono molto felice perché questa nomina è arrivata non per quello che mi è successo ma per l'impegno nel sociale che sto portando avanti», afferma. Altro nome, altra storia: Ilaria Bidini, aretina, 32 anni, nata con una grave disabilità (l'osteogenesi imperfetta), continua a parlare della sua malattia su Youtube dopo gli insulti ricevuti e denunciati: Mattarella l'ha premiata per «il suo coraggio». Disabile alla nascita è anche Virginia Di Carlo, 25enne torinese: a 11 anni non si reggeva in piedi da sola. Ora balla, insegna danza ai bambini down.

Greta Sole de Todaro, milanese di 31 anni, è clown di corsia in carrozzella. E, non ultimo, Giuseppe Dolfini, 80nne romano che ha creato una struttura che accoglie mamme con figli e bimbi soli fino a 8 anni, anche disabili. «Noi volontari sappiamo di essere decisivi per l'assistenza», sintetizza Basso, stringendo tra le mani una lettera. È indirizzata al ministro Beatrice Lorenzin e al governo Gentiloni, «perché le breast unit per la prevenzione e la cura del tumore al seno in Campania vanno rilanciate. E, se non mi ascoltano, sono pronta a rivolgermi al presidente della Reppubblica». In realtà, Mattarella l'ha già convocata: con la sua Punto, dal tachimetro azzerato, Bettina può andare lontano.
 
Domenica 19 Novembre 2017, 11:18
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