Abusi su minori nel maneggio:
«Ho visto come toccava le bimbe»

Mercoledì 2 Ottobre 2019 di Biagio Salvati
«Durante l'ultimo anno iniziai a vedere che toccava anche bambine di nove anni,] palpando il sedere, così ne parlai con un istruttore. Disse che doveva salvaguardare il suo lavoro e aveva paura degli scandali, quindi era meglio stare zitti». Nella vicenda del 50enne titolare del maneggio della provincia di Caserta agli arresti domiciliari per violenza sessuale pluriaggravata e continuata, c'è anche un testimone che tirerebbe in ballo qualcuno che sapeva e non ha denunciato. In particolare, un istruttore di secondo livello. Lo si apprende nelle pieghe dell'inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere e se ne trova conferma dall'attività dell'associazione milanese «Il Cavallo Rosa», in prima linea contro gli abusi nello sport italiano che è intenzionata a portare anche quel testimone davanti alla Procura federale.
 
L'uomo avrebbe taciuto e addirittura convinto le ragazzine a tacere di fronte a quegli abusi. Intanto, si apprende che il titolare del centro ippico tesserato Fise, presidente di un'associazione dilettantistica sportiva impartiva lezioni di equitazione alle allieve senza avere i necessari requisiti e quindi senza la qualifica ufficiale di istruttore. Al vaglio dell'associazione ci sono ben 16 casi simili finiti davanti alla Procura federale. Una delle presunte vittime del titolare del maneggio casertano, peraltro, prima che scoppiasse il caso giudiziario aveva contattato anche «Il Cavallo Rosa», l'associazione presieduta da Daniela Simonetti che è in prima linea contro gli abusi nello sport italiano. «Le ragazze hanno paura di denunciare spiega Simonetti e noi facciamo di tutto per stare vicino a loro in una fase così delicata. I casi sono sempre più frequenti e ci sono dei vuoti da colmare, come la necessità da parte delle Federazioni di prevedere le radiazioni, inserendo nei regolamenti di giustizia l' illecito di violenza sessuale e abusi su minori, purtroppo ancora non contemplato. Con la radiazione si impedisce agli abusanti di riavvicinarsi ai minori e reiterare il comportamento illecito». L'associazione, che è dotata di uno staff legale specializzato nella materia, presenta gli esposti presso le Procure federali offrendo alle vittime assistenza e gratuito patrocinio nel processo sportivo. Ma c'è di più. «Il Cavallo Rosa» ha proposto anche alcune modifiche al Codice di giustizia sportiva, sottoponendo al Coni una norma per portare la prescrizione da 4 a 10 anni per gli illeciti riconducibili alla violenza sessuale.

Ad accusare il titolare del centro ippico, pronto a difendersi davanti al gip, ci sono le testimonianze di una buona parte delle sette allieve di età compresa tra i 6 ed i 14 anni, ed in particolare della prima vittima che vincendo timore e vergogna è riuscita a confessare ad un'operatrice di «Telefono Azzurro» le molestie subìte durante i momenti di pausa delle lezioni di equitazione. La ragazzina ha superato anche le intimidazioni e gli avvertimenti verbali dell'uomo. «Non ti permettere di parlare, tanto nessuno ti crederà». Avrebbe minacciato così, con questo avvertimento verbale, le minori che man mano, anche con l'aiuto di una psicologa hanno riferito e testimoniato sugli atteggiamenti del loro maestro. Una persona di cui si fidavano così come i loro genitori e le famiglie di altri allievi. In un caso, è emerso, l'istruttore avrebbe bloccato le braccia di una delle sue allieve, strofinandosi contro di lei, per poi dirle, di non permettersi di riferire a nessuno di quanto accadeva perché non l'avrebbero creduta.

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