Bimbi picchiati dalle suore,
la madre superiora sceglie il silenzio

di Biagio Salvati

1
  • 2530
Hanno scelto la strada del silenzio le Suore degli Angeli, all'indomani della condanna di quattro consorelle accusate di maltrattamenti avvenuti lo scorso anno nella scuola dell'Infanzia di San Marcellino. Il telefono della direzione centrale di Napoli squilla a vuoto fino a quando scatta la voce digitale della segreteria.

Fu così anche dopo la loro incriminazione a maggio dello scorso anno e alla successiva sospensione dall'attività: quando qualcuno tentò di chiedere loro un commento al telefono, respinsero la chiamata al mittente. La vicenda dei maltrattamenti ai bimbi avvenuti nell'Istituto paritario Santa Teresa del Bambin Gesù, dove svolgevano servizio le suore appartenenti alle Suore degli Angeli, è tornata a far rumore nel piccolo centro dell'agro aversano.

E anche questa volta c'è stato chi si è anche schierato a favore delle religiose, come accadde l'anno scorsodopo l'incriminazione. Sono state quattro le condanne irrogate l'altro nei confronti delle quattro suore accusate a vario titolo di intralcio alla giustizia e maltrattamenti nei confronti di minori. Al termine del processo con il rito abbreviato, il gup Nicola Paone del tribunale di Napoli Nord, ha comminato 2 anni ciascuno per le suora Anna Porrari, 76 anni, madre superiore, originaria di Aquilonia e per le consorelle Josi Sapi, Loyola Dionel e Genovina Barete di origine indiana e filippina, rispettivamente di 54, 47 e 34 anni. Pene ridotte della metà rispetto a quelle che aveva chiesto il pubblico ministero Francesco Persico (4 anni per la suora Anna Porrari, 76 anni, e tre anni a testa per le altre tre monache).

In sostanza, la madre superiora che non ha materialmente maltrattato i bambini, risponde dello stesso reato in quanto responsabile dell'istituto oltre che dell'intralcio alla giustizia, per aver tentato di comprare il silenzio di una mamma con del denaro mentre le monache Sapi, Dionel e Barete, rispondono dei maltrattamenti. I genitori dei bambini, ora, potranno chiedere il risarcimento in separata sede così come sentenziato dal gup che depositerà la motivazione fra alcune settimane. L'Istituto delle Suore degli Angeli è stato fondato il 28 giugno 1891 a Briano da Madre Serafina Micheli, nata a Imèr nel 1849.

Secondo la tradizione dell'Istituto, suffragata da varie testimonianze, Clotilde, questo il nome di battesimo, all'età di 18 anni fu favorita da Dio da una manifestazione divina nella quale il Signore le chiedeva di fondare una nuova famiglia religiosa tutta dedita all'adorazione della Santissima Trinità, a mezzo dell'Eucaristia, come gli Angeli.
Da qui la denominazione Istituto Suore degli Angeli. Da questa profonda spiritualità attingeva la forza e il coraggio dell'apostolato, soprattutto nell'impegno verso i più poveri e deprivati.

 
Domenica 14 Aprile 2019, 13:20
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
2019-04-14 13:30:26
Ma secondo voi perchè da queste parti le suore vengono chiamate "cape di pezza"? Ovviamente non tutte sono così, ma chi ha un'età attorno ai 50 anni sa bene che queste cose erano all'ordine del giorno negli anni '70. Io stessa venivo risparmiata perchè provavano pietà, in quanto portavo il busto ortopedico dall'età di 8 anni, ma ne ho visti di bambini messi sui fagioli in ginocchio perchè non avevano studiato, bambini picchiati nel pulmanino perchè osavano parlare e magari stare in piedi. Ricordo una volta, e stavo all'asilo, che un bambino aveva fatto i suoi bisogni nel pantalone e si sentiva la puzza, ovviamente. La suora ci fece andare ad uno ad uno alla cattedra per sentire l'odore e trovare il colpevole, che poi fu trovato. Quel ragazzo me lo ricordo ancora anche perchè ha studiato con me anche alle superiori. Cosa terribile, che oggi non potrebbe mai avvenire. Mio fratello veniva picchiato in testa così forte che, soffrendo spesso di otite, aveva sempre male e non voleva andare più a scuola. Oggi vengono denunciate...Mia madre, per tenersi buona la suora, le portava i biscotti, e così le botte finirono! E poi, quando da grande volevo insegnare, in un istituto che oggi non c'è più, la madre superiora mi chiese se avevo intenzione di avere figli, perchè mi ero appena sposata: non mi hanno mai chiamato. Che vergogna!

QUICKMAP