Trasporto pubblico nel Casertano:
bus con fermate inesistenti

Venerdì 24 Gennaio 2020 di Enzo Mulieri
Trasporto pubblico in disarmo, e non solo per il servizio negato ai centri periferici della città di Caserta. Non bastasse la bocciatura clamorosa decretata dalle ultime classifiche nazionali sulla qualità della vita, sulla mobilità urbana, adesso è anche il sindacato che calca la mano sulle inadeguatezze delle rete viaria extraurbana e dei suoi effetti indotti nei collegamenti.

LEGGI ANCHE Ctp, autobus fantasma e i pendolari si aiutano con i gruppi Whatsapp

LA DENUNCIA
Secondo quanto denunciato ieri dalla Uil trasporti, in Terra di lavoro non esiste alcun punto di fermata per gli autobus sulle strade statali e provinciali, con l'impossibilità di sostare presso i centri periferici, presso le località intermedie tra un Comune e l'altro. Una situazione assurda che si trascina da troppo tempo all'insegna dell'insicurezza. A rimarcare tante difficoltà sono gli autisti dei bus impossibilitati a venire incontro alle richieste dei passeggeri. Raccontano che solo per spirito di «umana comprensione» sono indotti talvolta a fermare il bus là dove non sarebbe consentito, lungo la statale Appia, la Casilina, la Venafrana, a loro rischio e pericolo. «Quasi sempre non si vede neanche una palina tra un Comune e l'altro ha verificato di persona Salvatore Nocerino delegato Uil- quasi sempre non si può dare neppure una risposta ai pendolari».

GLI OPERATORI
Solo gli operatori più disponibili o comprensivi si fermano di rado in prossimità di incroci, sbagliando, venendo meno in questo modo alle più elementari norme di sicurezza previste dal Codice della strada. A pagare per questa situazione di disagio sono gli stessi studenti che risiedono in località vicine alle strade statali o provinciali. Di qui la necessità di intervenire sulla progettazione e gestione delle fermate del Tpl. Sulla questione anche la Cgil mette il dito sulla piaga: «Ricordo che tempo fa un cittadino propose al Comune di Caserta di installare una sola palina a titolo gratuito in cambio di uno spazio seppure ristretto riservato alla pubblicità -ha sottolineato Angelo Lustro segretario della Filt- ma la proposta non venne accettata».

IL TAVOLO NEGATO
«Nessun tavolo tecnico tra gli enti è stato mai attivato a tutela sia di chi lavora nel settore sia di chi utilizza i bus - ha annotato Nocerino - senza contare le carenze che si registrano in materia di segnaletica stradale sia orizzontale che verticale che pure dovrebbe essere meglio oggetto di attenzione da parte degli enti locali». Enti che, a giudicare da quanto è successo presso il Comune capoluogo, non sono esenti da responsabilità. Tempo fa fu proprio il Movimento 5 stelle ad avanzare un'interrogazione parlamentare sulla crisi del trasporto pubblico e sulle ripercussioni sui cittadini. «A Caserta le fermate degli autobus -questa la denuncia- sono corredate da paline rotte, coperte, vuote, al massimo con indicazioni risalenti al 2012. Nessuna riporta linee ed orari aggiornati». Questo venne documentato nell'ormai lontano marzo 2017; a tutt'oggi ben poco sembra essere cambiato. © RIPRODUZIONE RISERVATA