Frode da 27 milioni di euro, la «base»
nello studio di un fiscalista a Casapulla

Venerdì 14 Maggio 2021 di Biagio Salvati
Frode da 27 milioni di euro, la «base» nello studio di un fiscalista a Casapulla

C'è anche un fiscalista della provincia di Caserta tra i destinatari di un'ordinanza cautelare che ha colpito sei persone, tra cui un imprenditore napoletano attivo nel settore dei prodotti petroliferi e cinque commercialisti (con studi a Napoli e Andria), accusati di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale.


Il professionista casertano, Michele Sorbo, 70 anni, non nuovo alle cronache, con attività professionale a Casapulla, è coinvolto nell'inchiesta sulla creazione di crediti inesistenti verso il fisco in modo da evitare di pagare le imposte. L'indagine ha interessato 27 società cosiddette «cartiere», attestanti i crediti Iva inesistenti, e una fitta rete di affaristi, consulenti fiscali e intermediari riconducibili al gruppo di professionisti, che avrebbero avuto l'incarico di procacciare le società e i contribuenti risultati beneficiari delle indebite compensazioni, nei periodi d'imposta 2016, 2017 e 2018, per oltre 27 milioni di euro.


Nel complesso, l'attività, si è conclusa con l'esecuzione di 6 misure degli arresti domiciliari, il sequestro preventivo di beni del valore di 27 milioni di euro a carico di 62 tra società e contribuenti utilizzatori dei crediti Iva inesistenti, e la denuncia per il reato di indebite compensazioni di 93 soggetti.

La compensazione tributaria consiste nella possibilità riconosciuta al contribuente di utilizzare i propri crediti nei confronti dell'Erario per il pagamento di eventuali debiti nei confronti dello stesso. Proprio sfruttando le compensazioni, il gruppo si sarebbe reso protagonista di un ampio fenomeno di evasione che prevedeva, in primis, la creazione di falsi crediti Iva in capo a società «cartiere», amministrate da prestanome. Quei crediti, venivano riportati nelle dichiarazioni Iva e muniti del visto di conformità da parte di consulenti fiscali complici; in molti casi sono stati anche ceduti per essere utilizzati in compensazione anche da parte di altre società fuori dall'organizzazione. Una prassi, ora vietata dalla legge, che veniva realizzata mediante il ricorso all'istituto dell'accollo tributario o della cessione del credito fiscale da parte di società che esponevano, nelle loro dichiarazioni, crediti Iva a beneficio di contribuenti terzi che li utilizzavano in compensazione.


I responsabili della truffa erano un commercialista e un imprenditore di Napoli, già denunciati più volte per reati tributari. Facevano parte dell'organizzazione altri quattro fiscalisti oltre Michele Sorbo: Luigi Di Fenza 67 anni, Claudio Di Cristofaro, 53 anni; Maurizio Le Donne, 53 anni e Savino Selvarolo, 64 anni, di Andria (Bari) mentre Roberto Coppola, 56 anni di Pollena Trocchia (Napoli) è l'imprenditore con vari precedenti nelle frodi petrolifere. Ieri la guardia di finanza ha eseguito perquisizioni tra Campania, Puglia e numerose altre regioni, Molto efficace la sinergia con l'Agenzia delle Entrate di Napoli, dalle cui segnalazioni erano emersi indizi riconducibili a un complesso meccanismo di frode fiscale. Quasi 20 anni fa il commercialista di Casapulla fu coinvolto in un'inchiesta su falsi permessi di soggiorno in qualità di consulente del Lavoro. Furono denunciati un imprenditore e 42 albanesi. Furono scoperte delle false di lavoro effettuate dietro compenso per consentire agli immigrati di ottenere il permesso di soggiorno ed il permesso di lavoro. Ora gli arrestati dovranno spiegare al gip la loro versione dei fatti nel corso dell'interrogatorio di garanzia.
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