22enne scomparso trovato morto:
indagini sul movente del suicidio

di Mary Liguori

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Era lì, a qualche metro dal posto in cui una telecamera della videosorveglianza l’aveva ripreso mentre si allontanava, zaino in spalla, dall’auto del papà.
Mario Pio Zarrillo è morto. Nel pomeriggio di ieri l’intera comunità di Marcianise ha appreso con dolore che le ricerche, le locandine fatte affiggere un po’ ovunque, le preghiere, non sono servite a niente. L’infermiere di ventidue anni forse si è suicidato. Il giovane si sarebbe sparato un colpo di pistola in bocca. L’arma, come testimonia la strisciata della sua Postepay, è stata acquistata in un negozio di Teano alle 19.58 di venerdì 31 agosto, giorno in cui si sono perse le sue tracce. E, come testimoniano i documenti ritrovati, Mario Pio aveva preso il porto d’armi poco tempo fa. Sembra un suicidio premeditato, ma su tutta la vicenda grava come un macigno quella frase che Mario Pio ha confidato al suo amico prima di sparire. Aveva paura di qualcuno. Perché era stato testimone scomodo di qualcosa che non doveva vedere.
Il corpo senza vita di Mario Pio era al primo piano di una villa abbandonata di via San Francesco. Una zona isolata dove spesso le coppiette si appartano in macchina. E dove, una delle ipotesi degli investigatori prima del ritrovamento del corpo, forse Mario Pio aveva appuntamento con qualcuno. Perché, è bene chiarirlo, prima di sparire dalla circolazione e spegnere per sempre il telefonino - erano le 23 circa di venerdì scorso - il ragazzo ha confidato a un amico di avere paura, di aver visto qualcosa che non avrebbe dovuto vedere.
È giallo, mistero, nessuno sa darsi una spiegazione o motivare quelle parole che ora che si sa che il ventiduenne non c’è più suonano ancor più sinistre. La Procura di Santa Maria Capua Vetere, diretta da Maria Antonietta Troncone, ha messo in campo tutti gli sforzi per ritrovare il giovane. E, accanto ai carabinieri di Marcianise, coordinati dal tenente Marco Busetto, si è mossa l’intera città, con in testa dal sindaco, Antonello Velardi, che per primo ha lanciato l’appello a nome del papà del ragazzo. Un appello rivolto a qualcuno che potrebbe essere a conoscenza di cose che i familiari di Mario Pio ignorano, Qualcuno che potrebbe sapere perché aveva paura, e di chi.
Il prossimo passo del pm potrebbe essere quello di aprire un fascicolo per istigazione al suicidio. La Procura ha sin da subito sospettato che dietro l’allontanamento del giovane potessero esserci motivazioni oscure e lo sfogo che il ragazzo ha avuto con un amico prima di scappare via è sembrato una prova di questa ipotesi. Per questo, nelle prossime ore, sia gli amici del giovane che i suoi ex datori di lavoro, che gestiscono una casa famiglia a San Prisco, dalla quale il ragazzo si era licenziato due mesi fa, potrebbero essere di nuovo interrogati. Lo scopo degli investigatori è chiarire cosa c’è realmente dietro la scomparsa e la tragica morte di Mario Pio. Una tragedia che ha sconvolto la comunità di Marcianise che, come avvenuto durante le ricerche, si è stretta intorno alla famiglia Zarrillo, distrutta da un dolore troppo grande e, almeno per il momento, dalle ragioni inspiegabili. «Una tragedia per tutti noi, per tutta Marcianise», ha scritto il sindaco.
Mercoledì 5 Settembre 2018, 12:21 - Ultimo aggiornamento: 6 Settembre, 12:00
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