Sette medici licenziati, nei reparti l'incubo chiusura e trasferimenti

Mercoledì 14 Agosto 2019
Come una bomba a orologeria è scoppiato il caso licenziamento dei sette medici coinvolti nell'inchiesta sui presunti «furbetti del cartellino» dell'ospedale «San Rocco» di Sessa Aurunca. Presunti assenteisti finiti nel vortice di una inchiesta della procura di Santa Maria Capua Vetere. Ora, l'ospedale dovrà correre ai ripari per fronteggiare la carenza di camici bianchi nel presidio di frontiera. L'attenzione è concentrata sulla Uoc di Terapia Intensiva del «San Rocco» che potrebbe chiudere i battenti, anche se non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale sul questa possibilità. Un paziente, ieri, è stato spostato in un altro reparto ma la maggior parte resteranno in rianimazione. Certo, non si sa ancora per quanto tempo.

 

«Non posso rilasciare dichiarazioni, posso solo dire che non sarà facile d'ora in avanti con unità in meno», spiega al telefono il direttore del «San Rocco», Salvatore Moretta. E, in effetti, la conferma dei licenziamenti c'è stata proprio ieri dall'Asl.
In ogni caso, i medici ai quali è stato comunicato il provvedimento disciplinare potranno impugnare la decisione dell'Asl di Caserta in tribunale. Intanto, ci tengono a far sapere che mai hanno lasciato un reparto o i pazienti a loro affidati.
«Si tratta - spiegano alcuni medici raggiunti dalla sentenza della sezione disciplinare dell'Asl - di allontanamenti durante i corsi di aggiornamento previsti, ma mai ci siamo sognati di abbandonare i nostri pazienti». In sostanza, ciò che viene contestato ai camici bianchi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, in alcuni casi, sarebbero delle assenze durante i corsi previsti per legge.
Ogni mese, infatti, i medici devono essere impegnati in dei congressi oppure in 16 ore di corsi negli ospedali. Molti - perlopiù chi non può frequentare i congressi fuori sede - possono usufruire di frequentazioni nello stesso luogo di lavoro. Esistono anche dei corsi online, ma non tutti gli ordini pare accettino, almeno in Campania, questi ultimi. In ogni caso, le assenze di molti camici bianchi sarebbero riconducibili proprio alle ore di formazione e non alla presenza in reparto.
«Non abbiamo mai lasciato le sale operatorie nè i pazienti», spiegano alcuni. Intanto, il deficit di personale che si appresta ad affrontare il «San Rocco» è venuto subito alle orecchie dei sindacati che chiedono delucidazioni.
In realtà, anche il sindaco Silvio Sasso si è interessato alla vicenda, preoccupato per il presidio ospedaliero che nei mesi scorsi è rimasto quattro mesi senza l'apparecchiatura nel reparto di Radiologia. «Dai colloqui intercorsi sia con il direttore generale dell'Asl, Ferdinando Russo e con il direttore dell'ospedale Salvatore Moretta, rendo noto che non è in corso alcuna chiusura del reparto di Rianimazione».
Ora, si attende solo la comunicazione ufficiale da parte dell'Asl del provvedimento di licenziamento.
ma.mu.
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