Mignacco torna in libreria con Keller, secondo volume della collana “Gli Inediti”

di ​Erminia Pellecchia

Chiamatelo fumetto o romanzo grafico, quello che conta sono le emozioni. E di emozioni il gangster story “Keller”, secondo volume della collana “Gli Inediti” della Sergio Bonelli Editore, ne regala veramente tante. Scritto dal veterano Luigi Mignacco, tra gli sceneggiatori più prolifici della casa editrice milanese, questo noir dalle infinite suggestioni, quinta gli Stati Uniti del Proibizionismo e della Grande Depressione ma anche del mito americano, arriva in libreria ad aprile. Un film grafico, il ritratto di un mondo spesso visitato dal cinema e dalla letteratura, segnato da aspri contrasti tra povertà, ricchezza e violenza, ma anche da un’insopprimibile energia vitale, che ci viene restituito mirabilmente dai segni neri al calor bianco di Paolo Raffaelli, penciler raffinato, un sodalizio con Mignacco cementato da “I Combattenti” sempre per Bonelli, Trecento tavole, due piani temporali diversi, un ricco cast di personaggi, recitazione che sfiora il maniacale, ambientazione che si modula tra aree rurali e città, la perfetta ricostruzione storica, una capacità registica nel comporre le sequenze: insomma, un bel libro da tenere nello scaffale di casa, complice l'elegante formato. Soprattutto per gli appassionati dei polizieschi hard-boiled di Hammett e Chandler e dei cinefili innamorati di capolavori come “Piccolo Cesare”, “Scarface”, “Nemico Pubblico”, “C'era una volta in America”, “Gli Intoccabili”, “Era mio padre”, di cui troviamo nelle pagine svariate citazioni e tributi. Per dirla con Marco Nucci, autore dell'intervista in appendice a Raffaelli, “una bellissima dichiarazione d'amore a un intero immaginario”.

Una storia di vendetta che passa di padre in figlio come una maledizione e, nello stesso tempo, un racconto di formazione, un centrifugato tra mito e cronaca. Con un interrogativo: chi è Keller, l'uomo dalle due facce? Primo ciak, Brooklyn, 1924, processione di Nostra Signora del Carmelo. Spari fendono l'aria, uccidendo don Carmine, il boss mafioso del quartiere. Il killer è  Kid Carter Testa rossa, il più letale tra i sicari di Musuraca, capo della malavita italoamericana di Philadelphia. È il folgorante inizio di un'epopea gangster con al centro un uomo e un grande mistero: chi è il mite benzinaio che incontriamo nell'Indiana quindici anni più̀ tardi? Il suo nome è davvero Tom Keller, oppure si tratta della nuova identità assunta da Testa rossa, che tutti a Philadelphia credono morto e sepolto da tempo? Le risposte a queste domande saranno scritte con il piombo. Sicuramente i lettori saranno catturati da questo nuovo eroe bonelliano che, in fondo, lo dichiara Mignacco, “non è troppo diverso da quelli cult come Tex eDylan Dog, giacché anche lui è un uomo d'azione, svelto con la pistola, che vive in un tempo pericoloso ed emozionante”. Un consiglio: da meditare ascoltando “Minnie the Moocher” di Cab Calloway.

 
Lunedì 2 Aprile 2018, 08:56
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