Inps, Tridico: «Reddito di cittadinanza per 2 milioni di persone. Quota 100 invece sotto le stime»

Mercoledì 10 Luglio 2019
Luigi Di Maio e Pasquale Tridico
Il sistema pensionistico è «solido» e l'Inps è pronta a farsi carico degli «ultimi» grazie a strumenti come il reddito di cittadinanza, che «dopo tre soli mesi di operatività» già arriva a 2 milioni di persone. Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, alla sua prima relazione alla Camera dei deputati, rassicura così sui conti dell'Istituto, che ha sulle spalle quasi 15,5 milioni di pensionati, e plaude alla misura bandiera del Movimento Cinque Stelle, di cui del resto è stato il teorico: il Reddito di cittadinanza. Invece su Quota 100, misura cara alla Lega, parla di un tiraggio sotto le stime: alla fine quest'anno usciranno con il nuovo meccanismo poco più di 200 mila lavoratori, contro i quasi 300 mila previsti.

Reddito cittadinanza, addio lavapiatti. Chef Parisi: «Lavorano solo nei weekend se gli va»

L'importo medio mensile del Reddito è di 500 euro, mentre chi finisce la carriera sommando età e anzianità percepisce un assegno tipo di 1.900 euro circa. La realtà dei pensionati italiani però è molto diversa: circa uno su tre, il 34,7%, riceve meno di 1.000 euro al mese. Si tratta di 5,4 milioni di persone. In tutto ciò la spesa pensionistica è rimasta pressoché stabile in rapporto al Pil. Si parla di risultati «positivi» menzionando il recupero del patrimonio netto, dovuto però a un intervento legislativo, e l'andamento dei contributi. Resta invece il disavanzo che di anno in anno non fa che ampliarsi (-7,8 miliardi di euro).

Nella relazione, che sintetizza i risultati del Rapporto annuale, Tridico promuove poi il decreto dignità, che «non ha ridotto i contratti a tempo indeterminato». Non manca inoltre di rispolverare uno dei suoi cavalli di battaglia: la riduzione dell'orario di lavoro. Tema questo che secondo il presidente della Camera, Roberto Fico, merita «una considerazione più approfondita».

Il ministro del Lavoro e vicepremier, Luigi Di Maio, prendendo a riferimento i dati dell'Inps sul salario minimo e sulla stagnazione delle retribuzioni parla di un'intesa di maggioranza sulla proposta di legge in discussione al Senato. E ancora, Di Maio prende spunto dalle considerazioni sul declino demografico per chiarire come la prossima manovra avrà al centro «famiglie e ceto medio».

A parte giudizi e teorie, il nuovo corso Inps ha dei punti fermi. L'Istituto rivedrà le pensioni di invalidità, i funzionari dovranno «diventare più duri conto le frodi» Si punterà poi sul digitale e qui l'obiettivo è realizzare «un polo strategico nazionale». Spunta anche l'idea di un fondo pubblico per la previdenza complementare. Progetto che però non trova sponda nel sindacato. La Uil lo boccia apertamente. Ma Tridico ha in serbo una riorganizzazione profonda dell'Istituto. Certo in realtà l'iter per la sua nomina a presidente ancora non è stato completato. C'è il via libera del Cdm e del Parlamento ma manca il Consiglio di amministrazione. La Cgil, visti i conti, con il segretario Maurizio Landini, invoca una «vera riforma previdenziale» e una ridistribuzione per alleviare quelle che lo stesso Inps definisce «gravi» disuguaglianze. L'opposizione intanto prende le distanze: per la senatrice del Pd Annamaria Parente, Tridico «ha parlato come se fosse il ministro del Lavoro».
Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 10:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA